Giorni di ferie supplementari per chi viaggia in treno: “il faut décélérer pour décarboner nos activités"

04 Novembre 2024

Una start-up francese, seguita da altre imprese, ha implementato l’ordine di servizio ecologico, un istituto giuridico che incentiva i dipendenti all'uso del servizio ferroviario per ridurre le emissioni di CO2. Così, i dipendenti hanno diritto a ferie supplementari in base alla distanza della destinazione di vacanza o soggiorno in treno, dal luogo di lavoro. Questo approccio bilancia le aspirazioni di carriera – spesso realizzate lontane dal proprio paese – con la sostenibilità ambientale e, sebbene comporti costi aggiuntivi per le imprese, può offrire vantaggi alla cultura d’azienda, anche attraendo personale versatile e consapevole dei temi ambientali. In Italia, un confronto con questa iniziativa potrebbe modernizzare l’istituto un po’ risalente delle festività soppresse, guardando al tema del cambiamento climatico e alla flessibilità lavorativa.

Da circa due anni, una start up francese (Bona Fidé, seguita, poi, da altre imprese) ha adottato un ordine di servizio “ecologico” che sprona i propri dipendenti a utilizzare il servizio ferroviario. L’innovazione è stata adottata a seguito di incontri tra dirigenza aziendale e dipendenti nei quali esperti  del cambiamento climatico e dei suoi impatti ambientali e socio-economici hanno illustrato le attuali problematiche e rappresentato i comportamenti e le strategie che ogni persona può adottare per circoscrivere il fenomeno.

Concretamente, l’istituto giuridico è così congeniato: se il lavoratore deve raggiungere una meta di vacanza o, comunque, di soggiorno (per il weekend oppure in coincidenza con la fruizione di un periodo di ferie) che dista tra 4:30 e 5:00 ore di treno dal posto di lavoro, lo stesso ha diritto ad una mezza giornata di ferie supplementari; se la distanza è più ampia, ha diritto ad un giorno intero; tutto ciò nel limite di due giornate di ferie supplementari per anno (o di quattro mezze giornate), dietro presentazione del biglietto ferroviario al datore di lavoro.

Secondo il parere dei lavoratori, questa previsione concilia le aspirazioni di carriera (spesso realizzate in luoghi lontani dal paese natìo), il radicamento nel luogo di nascita e il mantenimento di relazioni familiari e sociali, con un concreto sguardo al rispetto dell’ambiente e alle esigenze di riduzione dell’inquinamento atmosferico (nella convinzione che il trasporto aereo e automobilistico, a differenza di quello su rotaie, produce maggiori emissioni globali di CO2). Dal versante dei datori di lavoro, viene sottolineato che si tratta senz’altro di un maggior costo a carico del bilancio delle imprese che, peraltro, può arrecare sensibili vantaggi sul versante della cultura d’azienda, sia con riguardo ai dipendenti già in organico sia, soprattutto, in sede di selezione del personale da assumere, al fine di attrarre persone che abbiano una specifica inclinazione alla versatilità lavorativa e al rispetto di persone e ambiente.

In Italia, la maggior parte dei CCNL prevedono 4 giorni all’anno di festività soppresse (ricollegati alla parziale soppressione di festività adottata con legge n. 54/1977), oltre al periodo annuale di ferie; la comparazione con questa iniziativa d’oltralpe potrebbe consentire alle parti sociali di dare una veste di modernità (oltre che di sensibilità ai cambiamenti climatici) a questo istituto giuridico un po' risalente.