Il Consiglio d’Europa adotta la Convenzione sulla protezione penale dell’ambiente
20 Maggio 2025
Il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa ha adottato il 14 maggio una nuova Convenzione sulla protezione dell'ambiente attraverso il diritto penale, che sostituisce un non fortunato precedente strumento risalente al 1998, ma mai entrato in vigore a causa dell'assenza di un numero sufficiente di ratifiche. La nuova convenzione cerca oggi di fornire nuove basi per una risposta più coerente da parte degli Stati in materia di giustizia penale ai reati ambientali, anche a livello transfrontaliero. La convenzione è stata elaborata nel corso di due anni di negoziati da esperti e parti interessate dei 46 Stati membri, insieme ai contributi dell'Unione Europea, che solo nella primavera dello scorso anno ha adottato la nuova Direttiva (UE) 2024/1203 in materia di diritto penale ambientale, delle Nazioni Unite, dell'INTERPOL e della società civile. Il trattato definisce e criminalizza un'ampia gamma di reati ambientali e consente agli Stati di perseguire le condotte intenzionali che provocano disastri ambientali equivalenti al c.d. "ecocidio"; sono del pari previste disposizioni sulla responsabilità delle imprese, sulle sanzioni, sulla giurisdizione e sul crimine organizzato che riflettono la natura in costante evoluzione dei reati ambientali e i loro legami con le reti criminali transnazionali. La convenzione prevede anche un meccanismo di monitoraggio per garantirne l'effettiva attuazione da parte degli Stati parte. Ancora da definire appare invece il luogo e la data di apertura alla firma del nuovo strumento. Il testo della nuova convenzione, con il suo rapporto esplicativo può leggersi al seguente indirizzo: coe.int. |