È favoreggiamento dell’immigrazione clandestina l’accesso in UE accompagnati da minori di cui si è affidatari?
04 Giugno 2025
Nell'agosto 2019, una cittadina di uno Stato extra-UE veniva arrestata presso la frontiera italiana per essersi presentata con documenti falsi, accompagnata dalla figlia e dalla nipote, entrambe minorenni e cittadine dello stesso paese. A seguito dell'arresto, veniva contestato alla donna il delitto di favoreggiamento dell'ingresso irregolare per aver condotto le minori con sé, nonostante affermasse di essere fuggita dal proprio paese a causa di minacce di morte rivolte a lei e alla famiglia dall'ex compagno e di aver portato con sé le due minori per tutelare la loro sicurezza, avendone anche la custodia legale. Poco dopo presentava istanza di protezione internazionale. Il Tribunale di Bologna sollevava questione pregiudiziale innanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea, chiedendo se la condotta della donna potesse configurarsi come favoreggiamento dell'ingresso illegale secondo il diritto dell'Unione (nello specifico, Direttiva 2002/90/CE) considerando anche la richiesta presentata e la situazione di affido delle minori alla sua custodia. La Corte ha affermato che l'ingresso sul territorio UE accompagnati dai minori di cui si abbia la custodia non costituisce favoreggiamento dell'ingresso illegale, ma esercizio della tutela, nonché di responsabilità nei confronti del vincolo familiare. Un'interpretazione diversa determinerebbe una grave violazione della Carta dei diritti fondamentali UE, in particolare degli artt. 7 e 24 che garantiscono il rispetto alla vita privata e familiare e la protezione dei minori. Inoltre, dal momento che la donna ha presentato domanda di protezione internazionale, il suo soggiorno non può essere considerato irregolare fino alla decisione di primo grado né il suo ingresso e l'accompagnamento delle minori possono essere sanzionati penalmente. Infine, gli Stati membri non possono estendere la definizione di ingresso irregolare al di là di quanto stabilito dalla normativa comunitaria. Alla luce di tutto quanto considerato, la condotta della donna non può essere sanzionata penalmente. |