Acquisto di impianti E.ON: la CGUE conferma l’autorizzazione della Commissione a RWE

La Redazione
07 Luglio 2025

La Corte di Giustizia conferma, come già fatto in precedenza dal Tribunale, l'autorizzazione da parte della Commissione all'acquisto di alcuni impianti di produzione dell'E.ON da parte della RWE.

La Corte di Giustizia ha confermato l'autorizzazione da parte della Commissione all'acquisto di alcuni impianti di produzione dell'E.ON da parte della RWE, che faceva parte di complesso scambio di attivi tra le aziende energetiche tedesche E.ON et RWE, attraverso tre operazioni di concentrazione, di cui due (la prima e la seconda) assoggettate a un controllo e autorizzate da parte della Commissione europea.

 Undici aziende municipali tedesche hanno impugnato le due decisioni di approvazione della Commissione dinanzi al Tribunale dell'Unione europea.

Con le sentenze del 26 giugno 2025, la Corte si è pronunciata sulle impugnazioni proposte contro le sentenze del Tribunale del 17 maggio 2023 con le quali ha respinto (alcuni nel merito, altri per irricevibilità) i ricorsi proposti contro l'approvazione da parte della Commissione della prima operazione (acquisizione di impianti di produzione di E.ON da parte della RWE):

  • la Corte, considerando in particolare che uno scambio di attivi tra imprese indipendenti non costituisce un'«unica concentrazione», conferma, come il Tribunale, l'approvazione da parte della Commissione della prima operazione;
  • per contro, annulla le sentenze del Tribunale con cui quest'ultimo aveva respinto alcuni ricorsi come irricevibili per il motivo che le aziende municipali in questione non erano individualmente interessate dall'approvazione della prima operazione ad opera della Commissione.

In effetti, secondo la Corte, il Tribunale è venuto meno al suo obbligo di motivazione in quanto non ha fornito alcun elemento, nemmeno sommario, che consenta di comprendere se gli argomenti presentati dalle aziende municipali (relativi all'asserito effetto sostanziale prodotto da questa operazione sulla loro posizione sul mercato) siano stati esaminati e, in questa ipotesi, perché essi siano stati ritenuti inidonei a dimostrare un tale effetto.

Tuttavia, statuendo essa stessa, in via definitiva, sulle controversie in esame, la Corte dichiara che le aziende municipali non hanno dimostrato che la loro posizione sul mercato fosse pregiudicata in maniera sostanziale dall'operazione in questione e, di conseguenza, di essere individualmente interessate dalla relativa decisione della Commissione. Pertanto, la Corte respinge, come il Tribunale, i rispettivi ricorsi in quanto irricevibili.

Le impugnazioni contro le sentenze del Tribunale del 20 dicembre 2023, relative all'approvazione da parte della Commissione della seconda operazione, sono pendenti davanti alla Corte.