La Commissione europea ha adottato il nuovo Rapporto sullo Stato di diritto 2025

Lorenzo Salazar
09 Luglio 2025

La Commissione europea ha adottato, in data 8 luglio 2025, il nuovo Rapporto sullo Stato di diritto per l’anno 2025, che esamina, in particolare, gli sviluppi nei seguenti settori chiave: sistema giudiziario, anticorruzione, pluralismo e libertà dei media.

Il Collegio della Commissione europea ha adottato l'8 luglio corrente il nuovo Rapporto sullo Stato di diritto per l'anno 2025. Il Rapporto esamina gli sviluppi in tutti gli Stati membri in quattro settori chiave: il sistema giudiziario, il quadro anticorruzione, il pluralismo e la libertà dei media e altre questioni istituzionali legate ai controlli e agli equilibri. La relazione comprende anche dei National Chapters per tutti i 27 Stati membri e per quattro Paesi dell'allargamento.

I capitoli nazionali analizzano i nuovi sviluppi rispetto alla precedente relazione e il seguito offerto al rapporto del 2024.  

Dal 2022, il Rapporto include anche raccomandazioni concrete per tutti gli Stati membri con l'obbiettivo di assisterli ulteriormente nei loro sforzi per portare avanti le riforme in corso e a aiutarli a identificare i miglioramenti necessari. 

Per ciò che riguarda specificamente l'Italia, il Rapporto di quest'anno, con riferimento al sistema giudiziario, invita il nostro Paese a completare il sistema di gestione digitale dei procedimenti per i tribunali e le procure. In materia di corruzione l'Italia è invitata ad adottare la proposta legislativa in sospeso sui conflitti di interesse e intensificare gli sforzi per adottare, anche per via legislativa, norme complete sul lobbismo, per istituire un registro operativo in materia, intensificare gli sforzi per affrontare in modo efficace e rapido la pratica di incanalare le donazioni attraverso fondazioni e associazioni politiche e introdurre un registro elettronico unico per le informazioni sul finanziamento dei partiti e delle campagne elettorali.

In materia di media e pluralismo si raccomanda di proseguire con l'attività legislativa in corso per garantire l'esistenza di norme o meccanismi che assicurino ai media del servizio pubblico finanziamenti adeguati alla realizzazione del loro mandato e che ne garantiscano l'indipendenza, nonché di proseguire il processo legislativo in corso sulla bozza di riforma in materia di diffamazione, protezione del segreto professionale e fonti giornalistiche, evitando qualsiasi rischio di impatto negativo sulla libertà di stampa e garantendo che tenga conto degli standard europei sulla protezione dei giornalisti. Viene, infine, anche richiesto di intensificare gli sforzi per creare un'istituzione nazionale per i diritti umani, tenendo conto dei principi di Parigi delle Nazioni Unite.