Il Tribunale UE sul cartello FOREX: riduzione dell’ammenda a Credit Suisse
24 Luglio 2025
Nel 2011 e 2012 alcuni operatori di importanti istituti bancari, tra cui Credit Suisse, Barclays, HSBC, RBS e UBS, avevano condiviso informazioni sensibili sulle negoziazioni di valute del G10 attraverso il forum professionale online “Sterling Lads”. Per tale ragione, la Commissione europea, a seguito di indagine sulle operazioni di cambio a pronti (FOREX), ha accertato come questi scambi di informazioni avessero permesso alle banche coinvolte la riduzione del margine di incertezza tipico del mercato finanziario, disponendo di maggiori informazioni rispetto ai loro concorrenti al momento di prendere decisioni di acquisto o vendita e, di conseguenza, violando le norme in materia di concorrenza. Al termine dell’indagine, la Commissione ha adottato una decisione di transazione nei confronti di Barclays, HSBC, RBS e UBS, che avevano collaborato, mentre Credit Suisse, che non aveva prestato alcuna collaborazione, è stata sanzionata con una decisione autonoma e ha ricevuto un’ammenda iniziale di 83,2 milioni di euro. Successivamente, UBS Group AG, UBS AG (che avevano rilevato rispettivamente Credit Suisse Group AG e Credit Suisse AG) e Credit Suisse Securities (Europe) Ltd hanno presentato ricorso al Tribunale dell’Unione europea, chiedendo l’annullamento o, in alternativa, la riduzione della sanzione. Dopo aver analizzato la questione, il Tribunale ha respinto la domanda di annullamento, ma ha accolto le doglianze relative al calcolo dell’ammenda, rilevando che la Commissione ha utilizzato dati meno completi e affidabili di quelli proposti da Credit Suisse per stimare il valore delle vendite rilevanti, violando gli orientamenti di calcolo dell’importo cui deve attenersi e, in forza dei quali, è tenuta ad avere come riferimento i migliori dati disponibili. Per questo motivo, il Tribunale ha parzialmente annullato la decisione impugnata e ridotto l’ammenda a carico di Credit Suisse a 28,9 milioni di euro. |