Il principio di applicazione retroattiva della legge penale più favorevole può essere esteso a una sanzione formalmente amministrativa?

La Redazione
04 Agosto 2025

La Corte di giustizia dell'Unione europea ha chiarito che il principio di retroattività della legge penale più favorevole, sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione, si applica anche alle sanzioni qualificate come amministrative dall'ordinamento nazionale laddove, per natura e severità, abbiano natura di sanzione penale secondo il diritto UE.

La questione origina da una sanzione pecuniaria inflitta in Slovacchia a un conducente di betoniera per mancato controllo periodico del tachigrafo, obbligo previsto dalla normativa slovacca e dal diritto UE vigente all'epoca dei fatti (novembre 2015). La sanzione, confermata in appello nel 2019, è stata oggetto di ricorso per cassazione, ma nel frattempo, una modifica normativa (Regolamento UE 2020/1054, applicabile dal 20 agosto 2020) ha consentito agli Stati membri di esonerare i veicoli per il trasporto di calcestruzzo dall'obbligo del tachigrafo; la Slovacchia ha adeguato la propria normativa mentre il procedimento era ancora pendente.

Il giudice slovacco in Cassazione ha interpellato la Corte di giustizia in merito alla portata del principio di applicazione retroattiva della legge penale più favorevole, alla luce della circostanza che la sanzione fosse considerata definitiva dal diritto nazionale slovacco, ancorché ancora oggetto di impugnazione.

Secondo la Corte, i due criteri della natura dell'illecito e della severità della sanzione possono condurre a qualificare come penale una sanzione formalmente amministrativa e il principio della retroattività della legge penale più favorevole può trovare applicazione laddove la modifica legislativa rifletta un mutamento sostanziale in ordine alla rilevanza penale dei fatti contestati.

La Corte sottolinea anche come il principio operi sino a che la decisione non sia divenuta definitiva. Tuttavia, per la definizione di “definitività” prevista dal diritto comunitario non è sufficiente la qualificazione nazionale se è ancora esperibile un ricorso (quale, appunto, il ricorso per cassazione) secondo l'iter processuale ordinario.

Pertanto, il giudice di cassazione è tenuto a riconoscere l'applicazione della normativa penale più favorevole sopravvenuta anche dopo la decisione oggetto di ricorso, purché la sanzione rientri nell'ambito di applicazione del diritto dell'Unione e la decisione non sia ancora passata in giudicato secondo i criteri UE.