Tribunale UE: respinto il ricorso dell’Austria contro l’inclusione di energia e gas fossile tra gli investimenti sostenibili
10 Settembre 2025
Con il Regolamento UE 2020/852 sulla tassonomia l'Unione europea ha istituito un quadro per la promozione di investimenti sostenibili, con l'obiettivo di indirizzare i flussi finanziari ad attività in linea con la transizione verso la neutralità climatica prevista entro il 2050. Ai sensi del Regolamento, un'attività economica è da ritenersi sostenibile se contribuisce in modo sostanziale ad almeno uno o più obiettivi ambientali, senza arrecare danno significativo a nessuno di questi, e se rispetta specifici criteri di vaglio tecnico la cui definizione spetta alla Commissione UE, che vi ha provveduto con il Regolamento delegato 2021/2139. Nel 2022 la Commissione ha adottato un ulteriore Regolamento delegato (Regolamento 2022/1214) che ha incluso una serie di attività nei settori del nucleare e del gas fossile tra quelle capaci, in presenza di determinate condizioni, di contribuire in maniera sostanziale alla mitigazione degli effetti del cambiamento climatico o all'adattamento a esso. Tuttavia, l'Austria ha proposto ricorso innanzi al Tribunale UE, chiedendo l'annullamento del Regolamento delegato, ritenendo che la Commissione avesse oltrepassato i limiti di competenza attribuiti dal legislatore. Il Tribunale ha respinto il ricorso, riconoscendo, in particolare, che la produzione di energia nucleare comporta emissioni di gas serra prossime allo zero e che, allo stato attuale, non esistono alternative tecnologicamente ed economicamente praticabili su scala sufficientemente ampia in grado di garantire un approvvigionamento energetico continuo e affidabile. Ha, altresì, rilevato che la Commissione ha adeguatamente considerato i rischi connessi alle normali attività delle centrali nucleari e alla gestione dei rifiuti radioattivi, senza, per questo, essere tenuta a imporre livelli di protezione superiori a quelli già previsti dalla normativa vigente. Le obiezioni dell'Austria relative agli effetti della siccità e ai rischi climatici sono state ritenute troppo astratte. Per quanto concerne il gas fossile, il Tribunale ha avallato l'approccio graduale adottato dalla Commissione, fondato sulla progressiva riduzione delle emissioni di gas serra e sulla necessità di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico. |