Contributo per le attività di vigilanza su Instagram e TikTok: annullata la decisione della Commissione UE

La Redazione
18 Settembre 2025

Il Tribunale UE annulla le decisioni della Commissione sui contributi di vigilanza per Meta e TikTok, ma permangono i loro effetti provvisori, in attesa di nuove regole conformi al DSA.

Il 10 settembre 2025 il Tribunale dell'Unione europea ha pronunciato due sentenze di rilievo nelle cause T-55/24 e T-58/24, (Meta Platforms Ireland e TikTok Technology contro Commissione europea), annullando le decisioni della Commissione UE che fissavano l'importo del contributo annuale dovuto da Instagram, Facebook e TikTok in quanto “piattaforme molto grandi” secondo il Regolamento (UE) 2022/2065 sui servizi digitali (DSA).

Il DSA affida alla Commissione compiti specifici di vigilanza nei confronti dei fornitori di servizi che superano una soglia particolarmente elevata di utenti sul territorio dell'Unione europea, finanziando le loro attività tramite un contributo annuale calcolato in base al numero medio mensile di utenti.

 Nel 2023, la Commissione aveva adottato un regolamento delegato che fissava le metodologie e le procedure dettagliate per l'imputazione di questi contributi e aveva poi designato Facebook, Instagram e TikTok quali piattaforme soggette all'obbligo. Successivamente, mediante due decisioni di esecuzione, aveva quantificato l'importo dovuto per ciascuna piattaforma.

Le società interessate hanno contestato davanti al Tribunale la legittimità delle decisioni di esecuzione, sostenendo che la metodologia utilizzata dalla Commissione – basata su dati forniti da operatori terzi – dovesse essere prevista da un atto delegato e non semplicemente allegata alle decisioni.

 Il Tribunale ha accolto tale argomentazione, ritenendo che la metodologia di calcolo costituisse elemento essenziale e indispensabile nell'imposizione di un contributo e che, quindi, avrebbe dovuto essere adottata formalmente come atto delegato ai sensi delle norme DSA e non tramite mere decisioni di esecuzione.

Pur annullando formalmente le decisioni, il Tribunale ha deciso di mantenerne provvisoriamente gli effetti, in quanto non sono stati riscontrati errori tali da invalidare l'obbligo delle società di versare il contributo per il 2023.

Questa soluzione intende permettere alla Commissione di adottare, nel frattempo, una metodologia conforme al DSA e nuove decisioni di esecuzione. Il regime provvisorio non potrà durare più di dodici mesi dalla data in cui le sentenze diventeranno definitive.