Lex specialis atto unitario: il Consiglio di Stato afferma il primato dell’interpretazione sistematica e tutela l’affidamento dei concorrenti
02 Ottobre 2025
La questione oggetto del giudizio. La controversia concerne l'aggiudicazione di un appalto integrato ad elevato valore economico, comprensivo sia della progettazione esecutiva che dell'esecuzione delle opere di urbanizzazione. La lex specialis fissava in 842 giorni il termine massimo e richiedeva di presentare l'offerta temporale in forma di ribasso percentuale, con l'indicazione di un limite minimo di 500 giorni. Il secondo classificato aveva impugnato l'aggiudicazione sostenendo che il ribasso del 40,61% offerto dal primo classificato determinasse un termine finale inferiore al minimo previsto, se calcolato sulla sola esecuzione dei lavori. Il T.A.R. aveva accolto il ricorso, annullando l'aggiudicazione. Il ragionamento del Collegio. Il Consiglio di Stato ha riformato la decisione del T.A.R., sottolineando che la lex specialis deve essere interpretata come atto unitario. La scomposizione tra progettazione e realizzazione introdotta dal giudice di primo grado è priva di fondamento testuale e contraria alla logica del bando. Il riferimento all'esecuzione contenuto nell'art. 17.2 del disciplinare è da intendersi come indicazione generale dell'intera prestazione contrattuale, non come base per isolare una parte dell'appalto. Conclusioni. La decisione si inserisce in una linea giurisprudenziale che valorizza l'interpretazione sistematica e funzionale della lex specialis. L'ermeneutica delle regole di gara deve tenere insieme testo, contesto e finalità concorsuali, evitando letture frammentarie che compromettano la parità tra i concorrenti. |