Corte UE: Gli Stati devono risarcire anche il danno morale alle vittime di reati

La Redazione
03 Ottobre 2025

La Corte di Giustizia dell'Unione Europea, con sentenza emessa il 2 ottobre 2025 nel caso C-284/24,  ha stabilito che i regimi nazionali di indennizzo per le vittime di reati non possono escludere a priori il risarcimento per il "danno morale", ossia per il dolore e la sofferenza subiti.

La decisione nasce da un caso irlandese riguardante un cittadino (LD) che, a seguito di una violenta aggressione nel 2015, ha riportato lesioni permanenti. In base alla normativa nazionale, modificata nel 1986 per ragioni di bilancio, gli era stato riconosciuto un indennizzo di soli 645,62 euro, a copertura delle sole spese vive, escludendo qualsiasi risarcimento per il danno non patrimoniale.

Interrogata dalla High Court irlandese, la Corte di Giustizia UE ha chiarito che la Direttiva 2004/80/CE impone agli Stati membri di garantire un "indennizzo giusto e appropriato".

Secondo i giudici europei, un indennizzo non può essere "puramente simbolico o manifestamente insufficiente" e deve tenere conto della gravità delle conseguenze del reato sulla vittima. Un sistema che esclude per principio il risarcimento per dolore e sofferenza non rispetta i requisiti della direttiva..

La nuova pronuncia chiarisce che il concetto di "indennizzo giusto" deve includere obbligatoriamente una componente per il danno morale.

Di conseguenza, tutti gli Stati membri dell'UE dovranno verificare che i propri sistemi di indennizzo siano conformi a questo principio, senza che la sostenibilità finanziaria possa giustificare l'azzeramento di una componente essenziale del danno subito dalla vittima.