La sentenza Isaia sulle misure di prevenzione patrimoniali

La Redazione
01 Ottobre 2025

Con la sentenza del 25 settembre 2025 nel caso Isaia e altri c. Italia (ricorsi n. 11176/11 e 27505/14), la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha previsto una stretta significativa sulle misure di prevenzione patrimoniali del Codice Antimafia italiano (d.lgs. n. 159/2011), pur senza smantellarle.

Nella pronuncia del 25 settembre 2025 nel caso Isaia e altri c. Italia, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha espresso i seguenti principi cardine:

1.  la Corte ha dichiarato illegittimo il sistema di presunzioni per cui i beni intestati a familiari venivano automaticamente considerati nella disponibilità del proposto. L'accusa deve ora fornire la prova positiva e concreta che il soggetto pericoloso abbia l'effettivo controllo di tali beni. L'onere della prova è interamente a carico dello Stato.

2.  non è più sufficiente dimostrare la sproporzione tra patrimonio e reddito. Le autorità devono provare un collegamento diretto tra la pericolosità sociale del soggetto in un dato periodo e l'acquisizione specifica dei beni da confiscare.

In forza di questa decisione sarà necessario richiedere indagini patrimoniali più rigorose, impedendo l'uso della confisca di prevenzione come "scorciatoia processuale" con standard probatori inferiori a quelli del processo penale.