“Passaporti d’oro”: nuovi divieti dal Parlamento europeo
09 Ottobre 2025
Con 518 voti favorevoli, 96 contrari e 24 astensioni il Parlamento europeo ha approvato la riforma del meccanismo di esenzione dal visto Schengen, valida per soggiorni fino a 90 giorni in un arco temporale di 180. Il nuovo complesso di misure interesserà i cittadini di 61 paesi extra-europei che non avranno più la possibilità di ottenere il visto tramite l’acquisto di immobili o l’attività di investimenti finanziari (c.d. “passaporti d’oro”). Viene prevista la possibilità di applicare la misura anche nei confronti di singoli funzionari governativi o di categorie specifiche di soggetti responsabili di infrazioni gravi, quali la violazione dei diritti umani. La pratica dei “passaporti d’oro” era stata a lungo criticata dagli organismi internazionali (non ultima la Commissione europea) ritenendo che, dietro l’apparenza degli investimenti, potessero nascondersi attività di riciclaggio di denaro, elusione dei controlli di sicurezza o flussi di capitali opachi. In particolare, Malta era stata sanzionata nell’aprile 2024 dalla Corte di giustizia UE proprio per la concessione di passaporti in seguito ad attività di investimento. Finora la sospensione dell’esenzione era prevista solo nel caso in cui sussistesse una minaccia diretta alla sicurezza interna all’Unione, ma, all’indomani dalla riforma, sarà possibile anche nei casi di strumentalizzazione dei flussi migratori, mancata esecuzione delle decisioni delle corti internazionali, violazione della Carta ONU o del diritto internazionale e comunitario. Vengono introdotti anche parametri numerici specifici perché la Commissione possa proporre la sospensione, ma questi potranno essere aggirati in presenza di circostanze eccezionali. Gli Stati membri dovranno ora adottare un regolamento contenente le novità approvate, la cui entrata in vigore avrà luogo a partire da 20 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale UE. |