La prima legge in Italia in tema di intelligenza artificiale

Redazione Scientifica Processo amministrativo
17 Ottobre 2025

La legge 23 settembre 2025, n. 132, recante “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”, pubblicata in G.U., serie generale n. 223 del 25 settembre 2025, con entrata in vigore dal 10 ottobre 2025, rappresenta il primo intervento da parte del Legislatore italiano sulla disciplina dell'intelligenza artificiale, secondo due paradigmi fondamentali, la centralità della persona umana e la trasparenza e tracciabilità degli algoritmi.

La legge n. 132/2025, composta da 28 articoli suddivisi in VI Capi, afferma che i sistemi di intelligenza artificiale, tra l'altro, devono essere sviluppati e applicati nel rispetto dell'autonomia e del potere decisionale dell'uomo, della prevenzione del danno, della trasparenza, assicurando la sorveglianza e l'intervento umano.

La legge contiene, al Capo II, specifici punti di intervento in vari settori in cui è riscontrabile un utilizzo dell'intelligenza artificiale, tra i quali il settore della Sanità, della Giustizia, della Cybersicurezza.

Specifiche disposizioni sono dettate per l'uso dell'Intelligenza artificiale in ambito lavorativo (artt. 11 e 12), prevedendo che il suo utilizzo deve essere sicuro, affidabile, trasparente, senza inficiare la dignità umana né violare la riservatezza dei dati personali, garantendo altresì l'osservanza dei diritti inviolabili del lavoratore senza discriminazioni.

A tal fine, è previsto l'obbligo per il datore di lavoro di informare il lavoratore quando nei processi di assunzione, gestione o valutazione delle prestazioni viene impiegato un sistema di Intelligenza artificiale, con obbligo per i datori di lavoro di garantire che l'utilizzo degli algoritmi non determini effetti distorsivi o pregiudizievoli.

È inoltre prevista l'istituzione presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali dell'“Osservatorio sull'adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro”, con funzioni di studio, monitoraggio e supporto in materia di impatto occupazionale e organizzativo dei sistemi di IA.

Una disposizione rilevante è quella dell'art. 26, al comma 1, che modifica il Codice penale al fine di sanzionare la commissione di illeciti compiuti mediante l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale.

La governance della disciplina è affidata all'AgID, con funzioni di promozione e sviluppo dell'intelligenza artificiale, e all'ACN, con compiti di vigilanza, incluse le attività ispettive e sanzionatorie, e sicurezza.

Infine, il Governo è delegato ad adottare misure per favorire programmi di formazione e aggiornamento professionale volti a sostenere la transizione tecnologica e la riqualificazione dei lavoratori nei settori interessati dall'introduzione dell'IA, così come la promozione di iniziative rivolte alle scuole, alle università e alla formazione permanente, in coerenza con le strategie nazionali di innovazione digitale.

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