Entry/Exit System UE: in vigore il nuovo sistema europeo di gestione delle frontiere

La Redazione
30 Ottobre 2025

Dal 12 ottobre 2025 l'Unione Europea ha introdotto l'Entry/Exit System (EES), una svolta digitale nella gestione delle frontiere esterne che sostituisce i tradizionali timbri cartacei tramite un sistema biometrico informatizzato per l'entrata sul territorio comunitario di cittadini di Paesi terzi.

Dal 12 ottobre 2025, l'Unione Europea ha avviato l'Entry/Exit System (EES), cruciale riforma nel sistema di gestione delle frontiere esterne che sostituisce i tradizionali timbri cartacei con un innovativo apparato digitale basato su dati biometrici e anagrafici e che sarà applicato a cittadini di Paesi terzi in ingresso e uscita dallo spazio Schengen.

L'EES è stato introdotto dal Regolamento UE 2017/2226 e avviato ufficialmente con il Regolamento UE 2025/1534. La Decisione della Commissione 2025/1544 ha, poi, fissato la data ufficiale di avvio al 12 ottobre 2025 nei ventinove Paesi aderenti, con un periodo di adattamento di sei mesi e la previsione della sostituzione completa dei timbri manuali entro il 10 aprile 2026.

L'EES non si configura come un progetto isolato, ma fa parte di un ecosistema più ampio gestito da eu-LISA, l'Agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi informatici su larga scala e dialoga con altre piattaforme europee come il SIS (Schengen Information System), il VIS (Visa Information System), Eurodac, ECRIS-TCN e il futuro ETIAS (European Travel Information and Authorisation System), destinato a entrare in funzione nel 2026; queste piattaforme costituiscono la nuova “architettura digitale” della sicurezza e della mobilità europea, fondata sull'interoperabilità tra i sistemi informativi e sull'uso di tecnologie biometriche avanzate.

Per i viaggiatori extra-UE la timbratura manuale dei passaporti sarà sostituita da checkpoint digitali automatizzati che raccoglieranno e gestiranno in tempo reale dati biometrici (impronte digitali, immagini facciali), dati anagrafici e dettagli dei documenti di viaggio; queste informazioni saranno custodite per tre anni (cinque in caso di soggiorno che si protragga oltre i termini stabiliti alla partenza) e saranno accessibili unicamente alle autorità competenti per finalità di sicurezza e controllo dei flussi migratori.

Il nuovo sistema si pone l'obiettivo di rendere più immediata l'individuazione dei cosiddetti overstayers, i soggiornanti fuoritemine, ossia coloro che rimangono nel territorio degli Stati membri oltre il periodo autorizzato, e di ridurre i tentativi di ingresso multiplo con identità diverse.

Inoltre, sia il Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB), che il Garante europeo della protezione dei dati (EDPS) hanno posto l'accento sulla necessità di assicurare il rispetto dei principi di minimizzazione, trasparenza, sicurezza del trattamento e costante vigilanza su possibili abusi o accessi indebiti.