Commissione UE: Tik Tok e Meta violano i loro obblighi di trasparenza

La Redazione
30 Ottobre 2025

La Commissione UE ha constatato in via preliminare la violazione da parte di Tik Tok e Meta dell'obbligo di concedere ai ricercatori un adeguato accesso ai dati pubblici, come stabilito dalla normativa sui servizi digitali (Digital Services Act e Digital Market Act).

La Commissione europea, in data 24 ottobre 2025, ha constatato in via preliminare la violazione, da parte di TikTok e Meta dell'obbligo di concedere ai ricercatori un accesso adeguato ai dati pubblici come stabilito dalla normativa sui servizi digitali (Digital Services Act e Digital Market Act).

In tal modo questi rischiavano di trovarsi con dati parziali o inaffidabili, con grave compromissione della loro capacità di condurre ricerche.

In particolare, Meta, sia per Instagram che per Facebook, ha violato l'obbligo di fornire agli utenti meccanismi semplici di notifica dei contenuti illegali, oltre che strumenti atti a consentire loro di contestare in maniera efficace le decisioni di moderazione dei contenuti.

Nessuna delle due piattaforme sembra, infatti, fornire un meccanismo di “avviso e sanzione” di facile utilizzo per la segnalazione di contenuti illegali, quali materiale pornografico o contenuti terroristici. I meccanismi ad oggi disposti da Meta sembrano imporre, piuttosto, numerosi passaggi inutili, oltre che disporre di “modelli oscuri” o disegni di interfaccia ingannevoli. In tal modo, i sistemi disposti dalle piattaforme possono ingenerare confusione negli utenti, rendendo inefficaci le misure di contrasto alla diffusione di contenuti illegali.

È importante rilevare anche come le piattaforme digitali debbano essere considerate responsabili ai sensi della legislazione sui servizi digitali in tutti i casi in cui non abbiano agito tempestivamente dopo essere state informate della presenza di contenuti illegali sui loro servizi.

La normativa sui servizi digitali consente agli utenti in UE di contestare le decisioni di moderazione assunte dalle piattaforme, qualora queste rimuovano i loro contenuti o sospendano i loro account, ma, nella fase attuale, sembra che i meccanismi di ricorso per decisione di Facebook e Instagram non consentano agli utenti di fornire maggiori spiegazioni o prove ulteriori a sostegno dei ricorsi, con inevitabile compromissione del loro diritto di difesa e di accesso a un contraddittorio.

La recente pronuncia della Commissione si basa su un'indagine approfondita, ma consiste in una risultanza ancora preliminare, non idonea a determinare l'esito di ulteriori indagini. Facebook, Instagram e Tik Tok avranno ora la possibilità di accedere ai fascicoli di indagine della Commissione e rispondere per iscritto alle risultanze preliminari. Potranno, inoltre, adottare proprie misure per porre rimedio alle violazioni, mentre, parallelamente, la Commissione avvierà la consultazione del Comitato europeo per i servizi digitali.

In caso di conferma del parere della Commissione, questa potrà emettere una decisione di non conformità, disponendo un'ammenda a carico di Meta e Tik Tok fino al 6% del loro fatturato mondiale totale annuo, ferma restando la possibilità di irrogare un'ulteriore mora per indurre la piattaforma a conformarsi alla decisione.

Inoltre, il 29 ottobre 2025 è entrato in vigore l'atto delegato sull'accesso ai dati, con cui verrà garantito l'accesso a dati non pubblici provenienti da piattaforme online e motori di ricerca di dimensioni molto grandi, al fine di rafforzarne la posizione di responsabilità e individuare i rischi potenziali che derivino dalla loro attività.