Il PE chiede una definizione giuridica di stupro basata sul consenso

La Redazione
14 Novembre 2025

Nella risoluzione non vincolante adottata giovedì 13 novembre 2025 i deputati europei hanno sollecitato l’incremento delle misure volte a contrastare la violenza di genere e le disparità nel contesto della salute e nel mondo del lavoro.

Il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a presentare una strategia per la parità di genere 2026–2030 ambiziosa, tramite l’adozione di misure legislative e non legislative nei settori ritenuti chiave. In particolare, richiedono un intervento più incisivo in materia di:

Contrasto alla violenza di genere

Il Parlamento sollecita la Commissione perché proponga al Consiglio il riconoscimento della violenza di genere come reato grave con dimensione transfrontaliera. La Commissione dovrebbe anche elaborare una serie di linee guida per l’attuazione effettiva della direttiva sulla lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica (Direttiva UE 2024/1385), nonché riconoscere il femminicidio – inteso come uccisione di una donna o di una ragazza in quanto tale – quale reato specifico.

Il Parlamento chiede alla Commissione di proporre una definizione giuridica di stupro basata sul consenso, sollecitando anche gli Stati membri a ratificare la Commissione di Istanbul, qualora non l’avessero già fatto.

Diritto alla salute riproduttiva

Il Parlamento europeo sollecita un intervento atto a garantire l’accesso universale alle cure soggette a differenze di genere e a colmare il divario sanitario tra uomini e donne, affrontandone bisogni e rischi specifici, oltre a prestare particolare attenzione alle malattie che colpiscono in modo sproporzionato le donne.

Il Parlamento chiede la costituzione di un quadro vincolante per garantire l’accesso pieno e paritario a tutti i servizi di salute sessuale e riproduttiva, oltre che a servizi di salute mentale sensibili alle differenze di genere, nonché l’inserimento del diritto a un aborto sicuro e legale tra i diritti garantiti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE.

Lavoro

Il Parlamento sollecita la Commissione a promuovere l’ingresso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro, adottando misure idonee a ridurre i divari occupazionali, retributivi e pensionistici di genere.

Chiede anche che sia garantita la piena attuazione delle direttive su salari minimi adeguati, la trasparenza retributiva, la presenza femminile nei consigli di amministrazione e la possibilità per genitori e prestatori di assistenza di conciliare adeguatamente la vita privata e il lavoro.

Diritti LGBTIQ+

Il Parlamento chiede, infine, alla Commissione di rafforzare i meccanismi di contrasto al regresso democratico e agli attacchi contro donne e persone LGBTIQ+, oltre che di implementare l’agenda c.d. “donne, pace e sicurezza” quale elemento principale della politica estera e di sicurezza comune.