Corte EDU: udienza della Grande Camera nel caso Grande Oriente c. Italia
20 Novembre 2025
Il procedimento trae origine dalla perquisizione dei locali dell'associazione massonica, con sequestro di documenti cartacei e digitali, tra cui elenchi con i nomi e i dati personali di circa 6.000 iscritti, disposta nel contesto dell'inchiesta parlamentare sul rapporto tra mafia e massoneria. La Commissione parlamentare d'inchiesta, istituita nel 2013, ha chiesto più volte nel 2016 al Gran Maestro l'elenco degli aderenti alle logge; al persistere del rifiuto, nel marzo 2017 ha disposto una perquisizione per acquisire le liste degli appartenenti alle logge di Calabria e Sicilia dal 1990, con relativi ruoli e fascicoli personali. La perquisizione ha riguardato archivi, biblioteca, la residenza del Gran Maestro e diversi computer, con sequestro di elenchi di circa 6.000 persone, hard disk, chiavette USB e computer; l'associazione ha impugnato, senza successo, l'ordinanza e i successivi atti di perquisizione, ma la Commissione, chiamata al riesame dell'ordinanza, non ha voluto pronunciarsi. Nel frattempo, le autorità inquirenti hanno respinto una richiesta di sottoporre la questione alla Corte costituzionale; hanno inoltre interrotto un'indagine avviata a seguito di una denuncia penale presentata dall'associazione ricorrente, adducendo, in particolare, la mancanza di giurisdizione dei tribunali ordinari sugli atti di una commissione parlamentare d'inchiesta. Il ricorso a Strasburgo è stato depositato il 13 aprile 2017; l'associazione lamenta violazioni degli artt. 8, 11 e 13 CEDU per misure non “previste dalla legge”, sproporzionate e prive di adeguate garanzie. Con sentenza del 19 dicembre 2024, la Sezione interpellata della Corte europea dei diritti dell'uomo ha accertato all'unanimità la sola violazione dell'art. 8 della Convenzione e nel 2025, su richiesta del Governo, la causa è stata rimessa alla Grande Camera; è stato invitato un intervento scritto della Commissione di Venezia. |