Risoluzione UE sull’impatto dell'intelligenza artificiale sul settore finanziario
27 Novembre 2025
La Risoluzione sull'impatto dell'intelligenza artificiale sul settore finanziario, adottata dal Parlamento europeo il 25 novembre, contiene alcune osservazioni e raccomandazioni, destinate al Consiglio e alla Commissione UE, per garantire un uso responsabile dell'IA. Prendendo le mosse dall’AI Act - il Regolamento (UE) 2024/1689 che ha introdotto il primo quadro normativo generale al mondo per l'intelligenza artificiale - la Risoluzione “ritiene che l'IA sia una grande opportunità per gli istituti finanziari dell'UE di sviluppare prodotti più innovativi, ottimizzare le attività e migliorare la competitività su scala globale; sottolinea che l'uso dell'IA nei servizi finanziari può apportare benefici alla società, tra cui maggiore efficacia nell'individuazione e prevenzione delle frodi, controlli antiriciclaggio e delle sanzioni, assistenza ai clienti, monitoraggio delle transazioni, consulenza finanziaria personalizzata, raccolta, analisi e comunicazione di dati ambientali, sociali e di governance, modelli e strategie di trading, assistenza per la conformità normativa, vigilanza del mercato e monitoraggio degli abusi; ritiene che l'uso dell'IA nel settore finanziario dovrebbe trovare da un lato un equilibrio tra innovazione e competitività, e dall'altro tra gestione dei rischi, tutela dei consumatori e stabilità finanziaria”. Nondimeno, vi sono anche dei rischi derivanti dall'uso dell'IA nei servizi finanziari: da qui, l’esigenza di formulare Raccomandazioni per garantire un uso responsabile dell'IA nei servizi finanziari. La Risoluzione “invita la Commissione a fornire orientamenti chiari e pratici, elaborati in consultazione con le autorità di vigilanza europee e nazionali e con le parti interessate, sull'applicazione della legislazione vigente in materia di servizi finanziari per quanto riguarda l'uso dell'IA; ritiene che tali orientamenti dovrebbero puntare a consentire l'uso dell'IA nel settore dei servizi finanziari, anche in modo etico, responsabile, trasparente e favorevole ai consumatori; chiede definizioni coerenti e la semplificazione del quadro normativo per evitare la duplicazione dei requisiti”. |