Revocatoria ordinaria: necessaria la prova dell’infruttuosità della futura esecuzione

La Redazione
03 Dicembre 2025

La Cassazione ha stabilito che in tema di azione revocatoria ordinaria, l'accertamento dell'eventus damni non presuppone una valutazione del pregiudizio arrecato alle ragioni del creditore istante, ma richiede solo la dimostrazione da parte di quest'ultimo della pericolosità dell'atto impugnato (ord. 24 novembre 2025, n. 30788).

La vicenda esaminata riguardava un contenzioso tra un privato, che aveva prestato fideiussione omnibus a favore di una società agricola, e la banca, nei cui confronti la predetta società si era resa debitrice.

La banca aveva proposto azione revocatoria nei confronti di due atti di disposizione posti in essere dal privato: la donazione di un immobile all'ex moglie in sede di separazione e la costituzione di un fondo patrimoniale per i bisogni della famiglia.

In cassazione, il privato contestava la pronuncia d'appello nella parte in cui aveva ritenuto la scientia damni in capo alla moglie, ovvero che quest'ultima era consapevole che la società garantita dal marito era in difficoltà economiche e del danno arrecato alla banca spogliandosi di quel bene.

La Suprema Corte ha chiarito che «in tema di azione revocatoria ordinaria, l'accertamento dell'eventus damni non presuppone una valutazione del pregiudizio arrecato alle ragioni del creditore istante, ma richiede solo la dimostrazione da parte di quest'ultimo della pericolosità dell'atto impugnato, in termini di una possibile, quanto eventuale, infruttuosità della futura esecuzione sui beni del debitore» (Cass. n. 26310/2021).

Il creditore che dispone di una garanzia di molto superiore al proprio credito e agisce per la declaratoria di inefficacia ex art. 2901 c.c. di un atto ha l'onere di dimostrare che l'escussione della garanzia è destinata a rimanere infruttuosa.

Ove il creditore abbia una garanzia di gran lunga superiore all'ammontare del credito, consentire sempre e comunque al creditore di agire per la revocatoria di un atto del debitore vuol dire prescindere dalla circostanza (che è presupposto della revocatoria) che tale atto costituisca un pregiudizio.

La prova può essere fornita anche per presunzioni, cosi come la prova contraria.

Nel caso di specie, la Suprema Corte ha cassato l'impugnata sentenza, atteso che la circostanza che la banca, creditrice di un milione, avesse ipotecato beni del valore di quattro milioni deponeva quale sicuro indice di assenza di danno, non potendo arrecare danno a creditore che dispone di una garanzia ipotecaria per una somma di quattro volte superiore al credito.

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