Riforma del TUF: audizione di Consob sullo schema di decreto

La Redazione
12 Dicembre 2025

Consob ha pubblicato l'audizione alle Commissioni riunite giustizia e finanza di Camera e Senato sullo schema di decreto legislativo di riforma del TUF e di alcune disposizioni del Codice Civile, in attuazione della Legge Capitali.

Nel corso di un'audizione parlamentare sullo schema di decreto di riforma del TUF la CONSOB ha formulato alcune proposte per agevolare il raggiungimento dello scopo di rafforzare il mercato interno dei capitali.

In particolare, secondo la Consob:

  • va riflettuto se introdurre il principio della partecipazione alle Assemblee societarie tramite rappresentante designato per i possibili effetti negativi sull'attrattività verso le Borse valori del piccolo risparmio;
  • va considerata l'opportunità di introdurre un diritto di recesso in caso di downlisting (passaggio dal mercato regolamento a uno di crescita), per preservare gli interessi dei soci e non scoraggiare gli investimenti;
  • potrebbe agire contro la tutela del piccolo risparmio non prevedere, in caso di acquisto totalitario della società con delibera assembleare (senza OPA), la necessità di un preventivo esame da parte della CONSOB per verificare la coerenza dell'operazione allo scopo perseguito; per lo stesso motivo sarebbe opportuno prevedere l'annullamento del voto multiplo previsto negli Statuti delle società nel caso di decisioni della maggioranza riguardanti il posizionamento della società sul mercato (delisting, down-listing, fusioni, acquisto totalitario);
  • potrebbe generare incertezza per gli investitori il nuovo regime che consente alle imprese neo-quotate e alle PMI quotate (grazie a una disposizione transitoria) di derogare a diverse regole ordinarie in materia di governance, per il rischio di frammentazione normativa derivante da statuti molto differenziati.

Inoltre, fungerebbe da orientamento normativo e di vigilanza chiarire che tutte le operazioni finanziarie devono essere denominate in moneta legale, lasciando liberi i cittadini di usare altri riferimenti (dollaro, altre valute o anche monete virtuali) purché chi li usa assuma piena e diretta responsabilità degli effetti negativi che può causare.

Sullo schema di decreto di riforma del TUF si è espressa, in una precedente audizione, anche Banca d'Italia: si veda, sul punto, il documento, in questo portale.

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