Milleproroghe: prorogati i termini per l’entrata in vigore dei testi unici

16 Dicembre 2025

Tra i principali obiettivi della riforma fiscale vi è quello di ridurre la disarmonia del sistema tributario, caratterizzato da una pluralità di disposizioni contenute in provvedimenti distinti che disorientano i contribuenti.

La riduzione della frammentarietà del sistema e l'intellegibilità della norma tributaria rappresentano strumenti attraverso i quali ridurre la naturale asimmetria tra Amministrazione finanziaria e contribuente.

In tal senso, si colloca l'art. 21 della legge 9 agosto 2023, n. 111, il quale prescrive la delega al Governo ad adottare, entro 12 mesi dalla entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per il riordino organico delle disposizioni mediante l'adozione di Testi Unici.

Per dare seguito a tale prescrizione, si è giunti all'approvazione, in data 29 ottobre 2024, in via definitiva da parte del Consiglio dei Ministri, dei Testi Unici sulla giustizia tributaria, sui tributi erariali e sulle sanzioni tributarie.

Il Testo Unico sulla giustizia tributaria contiene la disciplina degli organi di giustizia tributaria e le norme sul processo tributario (attualmente previste dai d.lgs. n. 545/92 e 546/92).

Il Testo Unico si suddivide in due parti: la prima dedicata all'ordinamento della giurisdizione tributaria e il secondo alle norme sul processo tributario.

L'ultima parte, invece, comprende le disposizioni finali con eventuali abrogazioni della disciplina incompatibile con quella attuale.

Il testo Unico agevola non soltanto gli operatori del settore che non devono più ricercare la disciplina in fonti differenti, ma anche i contribuenti che possono avere una visione unitaria del sistema processuale tributario.

Esso contiene anche modifiche al fine di adeguare il testo Unico con la digital era, la quale necessita di una specifica disciplina (si pensi alla pubblicazione telematica delle sentenze, alla sottoscrizione digitale degli atti, etc…).

Il testo unico sui tributi minori consente, invece, di uniformare la disciplina dei tributi che si sono diffusi negli anni e riferibili ai nuovi indici di capacità contributiva, come, ad esempio, il volo taxi, l'imposta sugli aereomobili privati, la tobin tax, l'imposta sui servizi digitali, le tasse sulle concessioni governative.

Oltre alla disciplina degli elementi essenziali dell'imposta, il testo unico contiene delle disposizioni anche per quanto riguarda i relativi adempimenti e versamenti.

La disciplina dell'accertamento sarà, invece, contenuta in specifici Testi Unici.

Come si legge nella relazione illustrativa, il testo Unico sui tributi erariali minori persegue la finalità di una puntuale individuazione delle norme attualmente vigenti riorganizzandole nel settore di relativa competenza.

È stato approvato in via definitiva anche il Testo Unico attinente al sistema sanzionatorio con l'obiettivo di riorganizzare e sistematizzare la normativa nel rispetto del principio di certezza del diritto

Si muove, infatti, dal presupposto che la prescrizione sanzionatoria debba essere chiara e intellegibile in quanto il contribuente vi ripone un legittimo affidamento.

Il Testo Unico contiene la previsione delle sanzioni per le imposte dirette, per le imposte indirette, nonché le sanzioni previste in caso di violazione della disciplina sui tributi erariali minori.

Inizialmente l'entrata in vigore dei predetti testi unici era prevista per gennaio 2026.

Tale termine è stato oggetto di proroga come risulta del decreto milleproroghe pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'11 dicembre 2025 che, all'art. 3, rubricato “Proroga di termini in materie di competenza del ministero dell'economia e delle finanze” ha prorogato l'entrata in vigore dei Testi Unici per gennaio 2027.

Tale proroga rende maggiormente difficoltoso il perseguimento dell'obiettivo primario della riforma fiscale di una tassazione collaborativa, se si tiene conto del fatto che l'armonia del sistema rafforza la fiducia dei contribuenti nel potere impositivo.

Una frammentarietà del sistema, invece, implica un dispendio di tempo per il contribuente che deve ricercare la disciplina applicabile e come effetto quello di pregiudicare il pactum fiduciae che naturalmente sorge tra amministrazione finanziaria e contribuente.

La sistematizzazione della disciplina rappresenta un cardine non negoziabile della riforma fiscale e il principale obiettivo da perseguire per un fisco “dal volto umano”.

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