Azione revocatoria ordinaria: qual è il presupposto del pregiudizio?
17 Dicembre 2025
L'art. 2901 c.c., nel prevedere l'azione revocatoria, oltre a tutte le condizioni ivi indicate, prescrivere che «il creditore, anche se il credito è soggetto a condizione o a termine, può domandare che siano dichiarati inefficaci nei suoi confronti gli atti di disposizione del patrimonio coi quali il debitore rechi pregiudizio alle sue ragioni, quando concorrono le seguenti condizioni: ...». La prima condizione, pertanto, è che l'atto, pur rientrando fra quelli revocabili, provochi un «pregiudizio» alle ragioni del creditore; questo è l'indice che primariamente deve considerare il giudice nel valutare la domanda. Per valutare questo presupposto il creditore che propone azione revocatoria dovrà, principalmente, dare prova della infruttuosità, anche eventuale, dell'esecuzione proposta nei confronti del debitore. Pertanto, ove il creditore abbia fornito una garanzia di gran lunga superiore all'ammontare del credito, l'atto di disposizione non potrà certamente costituire un pregiudizio, che è presupposto fondamentale, tale da fondare l'accoglimento di una azione revocatoria. In questo senso si esprime la giurisprudenza di legittimità, anche da ultimo, con sentenza n. 30788/2025. In motivazione l'arresto citato afferma che: «Come questa Corte ha già avuto modo di affermare, "In tema di azione revocatoria ordinaria, l'accertamento dell'"eventus damni" non presuppone una valutazione del pregiudizio arrecato alle ragioni del creditore istante, ma richiede solo la dimostrazione da parte di quest'ultimo della pericolosità dell'atto impugnato, in termini di una possibile, quanto eventuale, infruttuosità della futura esecuzione sui beni del debitore." (Cass. n. 26310/ 2021) Il creditore che dispone di una garanzia di molto superiore al proprio credito e agisce per la declaratoria di inefficacia ex art. 2901 c.c. di un atto ha l'onere di dimostrare che l'escussione della garanzia è destinata a rimanere infruttuosa, sicché l'esperimento dell'azione revocatoria si rende necessaria a tutela del proprio credito. Diversamente, rimane invero pregiudicato il bilanciamento tra l'interesse del creditore a non perdere la garanzia generica costituita dalla integrità del patrimonio del debitore e l'interesse di quest'ultimo a disporre comunque dei suoi beni. La revocatoria, del resto, presuppone un pregiudizio per il creditore, e tale pregiudizio va accertato tenendo conto del fatto che costui dispone di una garanzia reale che può consentire soddisfazione del credito. Ove il creditore abbia una garanzia di gran lunga superiore all'ammontare del credito, consentire sempre e comunque al creditore di agire per la revocatoria di un atto del debitore vuol dire prescindere dalla circostanza (che è presupposto della revocatoria) che tale atto costituisca pregiudizio per il creditore, il quale, per l'appunto, alcun pregiudizio subisce nel caso in cui quella sua garanzia sia facilmente escutibile». |