Risoluzione del PE a sostegno di un aborto sicuro e accessibile

La Redazione
18 Dicembre 2025

Mercoledì 17 dicembre 2025 il Parlamento europeo ha adottato una serie di proposte per migliorare l’accesso a un aborto sicuro in Europa, sulla base delle firme raccolte nell’iniziativa “La mia voce, la mia scelta”.

Tramite lo strumento dell’iniziativa dei cittadini europei questi hanno la possibilità di invitare la Commissione UE a presentare nuove proposte legislative al Parlamento europeo. Per poter essere presa in considerazione, ciascuna iniziativa deve raccogliere almeno un milione di firme provenienti da almeno sette Stati membri.

L’iniziativa “la mia voce, la mia scelta”, avente lo scopo di garantire un accesso sicuro all’aborto sul tutto il territorio dell’Unione, ha raccolto oltre 1,2 milioni di firme e, nel corso di un’audizione pubblica tenutasi il 2 dicembre 2025, gli organizzatori hanno avuto la possibilità di presentare le proprie istanze al Parlamento europeo.

In data mercoledì 17 dicembre 2025 i deputati europei hanno adottato una risoluzione non vincolante con cui hanno affermato che molto donne sul territorio dell’Unione ancora non hanno accesso pieno a un aborto legale e sicuro, esprimendo preoccupazione per i persistenti ostacoli pratici e giuridici in diversi Stati membri. Il Parlamento sollecita, pertanto, tali paesi a riformare il proprio quadro giuridico e politico, allineandosi agli standard internazionali a garanzia dei diritti umani.

Inoltre, in linea con la stessa iniziativa “la mia voce, la mia scelta”, il Parlamento chiede alla Commissione di istituire un meccanismo finanziario opzionale e aperto a tutti gli Stati membri su base volontaria, finanziato da fondi UE, con lo scopo di garantire in tutta Europa un accesso sicuro all’interruzione della gravidanza, nel rispetto delle normative nazionali. I deputati chiedono che l’Unione adotti un’azione più incisiva a tutela dell’autonomia corporea, favorendo l’informazione sulla pianificazione familiare, la contraccezione accessibile e l’assistenza alla madre.

Esprimono, infine, preoccupazione per il crescente regresso dei diritti delle donne e dell’uguaglianza di genere in Europa e nel mondo, anche in materia di diritti sessuali e riproduttivi.

Ora, la Commissione europea avrà tempo fino a marzo 2026 per indicare eventuali misure, legislative e non, che intende adottare.