Vendita al dettaglio di libri e tariffe minime di consegna nel diritto UE

La Redazione
23 Dicembre 2025

Come chiarito dalla Corte di giustizia UE l'imposizione, con una misura nazionale, di tariffe minime per la consegna a domicilio di libri deve essere analizzata alla luce della disciplina generale europea in materia di libera circolazione delle merci.

Amazon EU, con sede in Lussemburgo, presentava ricorso contro un decreto francese del 4 aprile 2023, adottato in attuazione della cosiddetta “legge Darcos” che obbliga i rivenditori a fatturare il servizio di consegna dei libri nuovi a domicilio a un minimo di 3 euro per ogni ordine inferiore a 35 euro, consentendo invece la quasi gratuità della consegna per ordini di importo pari o superiore a tale soglia, restando escluso il caso di ritiro del libro in un negozio di vendita al dettaglio.

Amazon ha chiesto l'annullamento di tale decreto ritenendo che fosse contrario alla direttiva 2000/31/CE sul commercio elettronico, alla direttiva 2006/123/CE sui servizi nel mercato interno e al principio di libera circolazione delle merci.

Il Governo francese ne ha, invece, difeso la legittimità sostenendo che la misura è giustificata dall'obiettivo di preservare la diversità editoriale e culturale e, di conseguenza, rientra in un ambito sottratto all'applicazione delle due direttive.

Investito in via pregiudiziale, il Conseil d'État francese si è rivolto alla Corte di giustizia UE chiedendo di precisare se e in che misura la normativa nazionale sia compatibile con la direttiva sui servizi e come debba essere interpretata alla luce del diritto primario dell'Unione, a seconda che si tratti di una questione di libera circolazione delle merci o di libera prestazione dei servizi.

Nella sua decisione, la Corte ha affermato che, nei limiti in cui la normativa francese mira a preservare la diversità culturale, la sua compatibilità non deve essere valutata alla luce delle direttive su servizi e commercio elettronico, poiché il legislatore dell'Unione ha voluto escludere la possibilità per tali strumenti di incidere sulle misure normative nazionali volte a proteggere o promuovere la diversità culturale e linguistica nonché il pluralismo dei media.

Rimane, tuttavia, necessario verificare la conformità della misura al diritto primario dell'Unione europea. In particolare, poiché la misura incide sul prezzo globale di vendita del libro, qualificabile come merce, questa deve essere esaminata esclusivamente alla luce della disciplina della libera circolazione delle merci e non anche della libera prestazione dei servizi.

Richiamando il divieto di misure di effetto equivalente a restrizioni quantitative, ossia di qualsiasi misura nazionale idonea a ostacolare, direttamente o indirettamente, in atto o in potenza, il commercio intra‑UE, la Corte esclude che la tariffa minima di consegna possa essere considerata una mera “modalità di vendita”.

Inoltre, pur applicandosi formalmente a tutti i rivenditori, l'imposizione di tariffe minime per la consegna dei libri non ritirati nei negozi grava in modo particolare sulle vendite a distanza e può incidere più pesantemente sugli operatori stabiliti in altri Stati membri, ostacolando l'accesso al mercato dei libri provenienti dall'estero.

La misura francese integra quindi una misura di effetto equivalente a una restrizione quantitativa all'importazione ai sensi della giurisprudenza della Corte, senza che la stessa si pronunci, in questa sede, sulla possibilità che tale restrizione sia giustificata alla luce delle finalità perseguite.