Pozzo per acquedotto gestito in house: niente esenzione E/3, è unità industriale D/7 a rilevanza economica

La Redazione
17 Dicembre 2025

La questione giuridica centrale è se, ai fini del classamento catastale, un impianto di captazione e sollevamento di acque potabili (pozzo con strutture e impianti funzionali al servizio idrico integrato) debba essere inquadrato nella categoria speciale  E/3  (costruzioni e fabbricati per speciali esigenze pubbliche) oppure nella categoria  D/7  (fabbricati costruiti o adattati per speciali esigenze di un'attività industriale). 

In tema di classamento catastale degli impianti destinati al servizio idrico integrato, la qualificazione dell'unità immobiliare in categoria D/7 ovvero E/3 va effettuata esclusivamente in base alle caratteristiche oggettive, tipologiche e costruttive del bene e alla sua destinazione funzionale, restando del tutto irrilevanti la natura pubblica o privata del soggetto proprietario, la modalità di gestione (anche in house) e la finalizzazione del servizio a interessi pubblici o sociali. Ne consegue che i pozzi di captazione e sollevamento delle acque potabili, dotati di impianti elettromeccanici e funzionali al servizio idrico integrato, devono essere accatastati in categoria D/7 e non possono essere ricondotti alla categoria E/3, anche alla luce del divieto, posto dall'art. 2, comma 40, D.L. 262/2006 conv. in L. 286/2006, di includere unità a destinazione commerciale o industriale nelle categorie del gruppo E.

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