Espulsione dello straniero padre di minore italiano: la Cassazione impone il bilanciamento effettivo dell’interesse del figlio
24 Dicembre 2025
La Prima sezione civile della Cassazione, con ordinanza n. 33146 del 18 dicembre 2025, ha accolto il ricorso di un cittadino tunisino contro l'ordinanza del Giudice di pace dell'Aquila che aveva confermato il decreto di espulsione prefettizio. Investita della questione, la Cassazione in linea con i principi affermati dalla Corte costituzionale n. 202/2013 e dalle Sezioni Unite n. 24413/2021, la Corte ribadisce che gli automatismi espulsivi sono incompatibili con la tutela dei diritti fondamentali del minore e del nucleo familiare. Secondo i giudici di legittimità, quando lo straniero espulso è genitore di un minore cittadino italiano, il giudice di merito deve svolgere un esame concreto della situazione, verificando l'effettività dei legami, il ruolo genitoriale svolto, il pregiudizio che l'allontanamento comporterebbe per il minore e le possibili alternative meno restrittive, alla luce anche dell'art. 13, comma 2‑bis, d.lgs. n. 286/1998 e dell'art. 8 CEDU. Nel caso specifico, la motivazione dell'ordinanza impugnata è giudicata insufficiente: il Giudice di pace non ha considerato in modo specifico la presenza del figlio minore cittadino italiano, né ha esaminato l'impatto dell'espulsione sul suo interesse superiore, limitandosi a richiamare la gravità dei precedenti del padre. La Cassazione cassa quindi l'ordinanza e rinvia al Giudice di pace dell'Aquila, in diversa composizione, affinché proceda a un nuovo esame effettuando un bilanciamento effettivo tra esigenze di sicurezza e tutela del minore e della vita familiare, evitando qualsiasi automatismo. |