La Consulta su adozione del maggiorenne e figli minori

La Redazione
02 Gennaio 2026

La Corte costituzionale, con sentenza n. 215/2025, ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità dell’art. 29, comma 2, c.c., sollevate dal Tribunale di Civitavecchia sull’adozione di un maggiorenne da parte di coniugi con figli minori, che chiedeva di consentire al giudice l’adozione anche in presenza di figli minorenni se non pregiudicati, alla luce degli artt. 2, 3, 117 Cost. e 8 CEDU.

La Corte ha richiamato le precedenti sentenze n. 345/1992 e n. 252/1996, che avevano già ritenuto la norma non incostituzionale, valorizzando il divieto come tutela della futura autonomia dei figli minori, i quali, divenuti maggiorenni, devono poter decidere se acconsentire all'ingresso di un nuovo figlio adottivo, in un istituto storicamente volto a dare un figlio a chi non ha discendenti, con funzioni soprattutto successorie e di trasmissione del cognome.

Nel comunicato si evidenzia però che la Consulta riconosce l'evoluzione dell'adozione del maggiorenne, ormai vista come istituto duttile, fondato su legami affettivo‑solidaristici consolidati, rilevanti per l'identità personale e relazionale dell'adottando e spesso già vissuti da tutto il nucleo familiare, inclusi i figli minori, la cui appartenenza affettiva non è pienamente riconosciuta dalle attuali categorie normative.

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