Novembre 2025: qualifica di consumatore del socio fideiussore, liquidazione del patrimonio del sovraindebitato, revocatoria del pegno irregolare

La Redazione
12 Dicembre 2025

Questo mese si segnalano le pronunce della Corte di cassazione in tema, tra l'altro, di prelazione legale del conduttore, azione di inefficacia ex art. 44 l. fall., qualifica di “consumatore” del socio fideiussore persona fisica, liquidazione del patrimonio del sovraindebitato, esdebitazione dell’incapiente i cui debiti si riferiscono al fallimento , revocatoria del pegno irregolare, ammissione al passivo con riserva, requisiti formali della decisione degli amministratori di accedere alla procedura di liquidazione giudiziale, incompetenza per territorio a dichiarare il fallimento.

Stipula di un contratto di locazione da parte del curatore e prelazione legale del conduttore ex art. 38 l. n. 392/1978

Cass. civ. sez. I, 2 novembre 2025, n. 28918

In materia di vendita competitiva svolta ai sensi dell'art. 107 l. fall., la stipula da parte del curatore, a ciò autorizzato dal comitato dei creditori, ex art. 560, comma 2, c.p.c. e 107, comma 2, l. fall., di un contratto di locazione non determina di per sé la spettanza in favore del conduttore altresì della prelazione legale ex art. 38 l. n. 392/78, dovendo essa, per risultare compatibile con le finalità liquidatorie della procedura, fondarsi su una previsione espressa, in favore del conduttore stesso, di una clausola di prelazione convenzionale; la natura straordinaria di tale atto necessita, secondo lo schema già delineato per il contratto di affitto d'azione dall'art. 104-bis, comma 5, l. fall., della previa autorizzazione degli organi della procedura, in coerenza con una norma che esprime un principio generale, in ordine alla gestione dei beni suscettibili di vendita coattiva, immanente a tale fase strumentale della più ampia liquidazione concorsuale.

L'azione di inefficacia ex art. 44 l. fall. non presuppone il previo esperimento del procedimento di mediazione

Cass., sez. I, 6 novembre 2025, n. 29432

L'azione di inefficacia ex art. 44 l. fall. - non vertendo sulla qualificazione e attribuzione di diritti reali ed avendo invece natura personale per perseguire solo l'effetto di rendere insensibile, nei confronti dei creditori, l'atto dispositivo a contenuto patrimoniale del debitore - non rientra fra le controversie assoggettate alla condizione di procedibilità della domanda consistente nel previo esperimento del procedimento di mediazione ex art. 5, del d.lgs. n. 28 del 2010.

La qualifica di “consumatore” del socio fideiussore persona fisica

Cass., sez. I, 11 novembre 2025, n. 29746

Il socio fideiussore persona fisica che, pur svolgendo una propria attività professionale (o anche più attività professionali), stipuli il contratto di garanzia per finalità estranee alla stessa, nel senso che la prestazione della fideiussione non deve costituire atto espressivo di tale attività, né essere strettamente funzionale al suo svolgimento, può ritenersi “consumatore” ai sensi dell'art. 2, comma 1, lett. e) c.c.i.i.

Liquidazione del patrimonio del sovraindebitato: inammissibile l'impugnazione tardiva di atti lesivi

Cass., Sez. 1, 12 novembre 2025, n. 29918

In tema di liquidazione del patrimonio del sovraindebitato ex artt. 14-ter e ss. l. n. 3 del 2012, il rito camerale di cui agli artt. 737 e s. c.p.c. si applica, in quanto compatibile, non solo alle fasi di apertura della procedura e di formazione del passivo – in forza dell'esplicito rinvio all'art. 10, comma 6, l.cit. contenuto, rispettivamente, nei successivi artt. 14-quinquies, comma 1, e 14- octies, comma 3 – ma anche alla fase di liquidazione del patrimonio ex art. 14-novies l.cit., nel corso del cui svolgimento è onere delle parti interessate impugnare con il reclamo ex art. 739 c.p.c. gli eventuali atti lesivi dei propri diritti, in forza dei principi generali di efficienza delle procedure concorsuali liquidatorie e di stabilità delle vendite giudiziarie, sottesi anche all'art. 2929 c.c., che involgono altresì la tutela dell'aggiudicatario.

Niente esdebitazione dell'incapiente se i debiti si riferiscono al fallimento

Cass. sez. I, 14 novembre 2025, n. 30108

Il debitore incapiente già dichiarato fallito e che non abbia fruito, per qualsiasi ragione, del beneficio dell'esdebitazione di cui all'art. 142 l. fall. non può successivamente invocare il diverso beneficio dell'esdebitazione dell'incapiente, disciplinato dall'art. 283 c.c.i.i., qualora l'esposizione debitoria si riferisca a quella già afferente alla procedura originata dalla dichiarazione di fallimento.

Pegno irregolare e revocatoria fallimentare

Cass. sez. 1, 15 novembre 2025, n. 30174

Ciò che rileva - ai fini della qualificazione del pegno come irregolare - è la facoltà di disposizione del libretto di deposito bancario costituito in garanzia immediatamente attribuita alla banca, perché solo in questo caso è possibile affermare che la banca abbia legittimamente acquisito la somma, con la conseguenza che, in presenza dei presupposti per la compensazione dell'esposizione passiva del cliente con una corrispondente obbligazione pecuniaria della banca, la costituzione del pegno non rientra nell'ambito di applicazione dell'art. 67 l. fall. e non è, pertanto, assoggettabile a revocatoria fallimentare (v. Cass. 16618/2016, Cass. 7563/2011, Cass. 14067/2008, Cass. 3794/2008, Cass. 5845/2000).

Ammissione al passivo di crediti oggetto di accertamento negativo da parte di una sentenza non ancora passata in giudicato

Cass., sez. I, 25 novembre 2025, n. 30911

In tema di ammissione al passivo fallimentare con riserva, l'art. 96, comma 2, n. 3, l. fall. dev'essere interpretato in modo da ricomprendere anche i crediti vantati nei confronti del debitore poi fallito ed oggetto di accertamento negativo da parte di una sentenza pronunciata prima della dichiarazione di fallimento ma in quel momento non ancora passata in giudicato, come il credito che la parte in bonis vanti nei confronti di quella poi fallita alla restituzione di quanto versato a quest'ultima in esecuzione di tale sentenza per l'ipotesi in cui, in accoglimento dell'impugnazione che la stessa parte abbia proposto o proseguito nei confronti del curatore del fallimento, la predetta sentenza fosse, in tutto o in parte, caducata.

Società: requisiti formali della decisione di accedere alla procedura di liquidazione giudiziale

Cass., sez. I, 25 novembre 2025, n. 30903

La decisione degli amministratori della società non è assoggettata alla disciplina dell'art. 120-bis c.c.i.i. e non deve, pertanto, risultare da verbale redatto da notaio né dev'essere come tale depositata e iscritta nel registro delle imprese, né, infine, una volta assunta, dev'essere comunicata ai soci della società debitrice, essendo sufficiente, ma anche necessario, che la stessa, che è e resta di loro esclusiva competenza, sia sottoscritta da coloro che ne abbiano la rappresentanza.

Eccezione dell'incompetenza per territorio a dichiarare il fallimento

Cass., sez. I, 28 novembre 2025, n. 31177

In tema di dichiarazione di fallimento, l'incompetenza per territorio ex art. 9 l. fall., ai sensi dell'art. 38 c.p.c., applicabile anche al procedimento camerale prefallimentare, deve essere eccepita o rilevata d'ufficio non oltre l'udienza di comparizione delle parti (Cass. 20661/2019; nello stesso senso Cass. 12131/2024, Cass. 28711/2019, Cass. 5257/2012).

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