Articoli redatti da un giornalista? Si tratta di redditi di lavoro autonomo non professionale

La Redazione
19 Gennaio 2026

I compensi percepiti da un giornalista in forza di un contratto stipulato con un editore per la produzione di un predeterminato numero di opere editoriali, consistenti in testi di approfondimento e di analisi relativamente a eventi significativi in campo economico, sono inquadrabili tra i redditi di lavoro autonomo non professionale di cui all'art. 53 co. 2 lett. b) del TUIR, in quanto derivanti dall'utilizzazione economica di opere dell'ingegno.

Il contratto in forza del quale erano riconosciuti i compensi era volto a regolamentare e gestire la concessione alla società editrice del diritto di riproduzione degli articoli, redatti dal giornalista con autonomia nella scelta dell'argomento specifico.

È stata esclusa la ricostruzione dell'Agenzia delle Entrate che sosteneva trattarsi di ordinari contratti d'opera professionale e, conseguentemente, includeva i compensi nel reddito di lavoro autonomo professionale, imponibile ai fini IVA.

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