Il Parlamento europeo approva l’elenco dei paesi di origine sicuri
11 Febbraio 2026
Il nuovo elenco UE dei paesi di origine sicuri consentirà di accelerare l’esame delle domande di asilo presentate da cittadini di Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia. Sulla base delle nuove norme, sarà compito del singolo richiedente dimostrare che tale disposizione non dovrebbe applicarsi al proprio caso per il fondato timore di persecuzione o per il rischio di subire gravi danni in caso di rimpatrio. Anche i paesi candidati all’adesione all’UE saranno considerati paesi di origine sicuri, salvo circostanze pertinenti, quali violenze indiscriminate nel contesto di un conflitto armato, tasso di riconoscimento delle domande di asilo a livello UE superiore al 20% o sanzioni economiche dovute ad azioni che incidono su diritti e libertà fondamentali. La Commissione europea monitorerà la situazione nei paesi inclusi nell’elenco e interverrà in caso di mutamento delle circostanze. Potrà decidere temporaneamente che un paese non è più considerato sicuro o proporne la rimozione permanente. I singoli stati membri potranno, inoltre, designare ulteriori paesi di origine sicuri a livello nazionale, attraverso procedura legislativa ordinaria, purché non siano paesi rimossi dall’elenco UE. Gli Stati membri avranno anche facoltà di applicare il concetto di paese terzo sicuro a un richiedente asilo che non sia cittadino di quel determinato paese e dichiarare la sua domanda di protezione inammissibile in presenza di una delle seguenti condizioni:
Tali accordi conclusi dall’UE o dai suoi Stati membri con un paese terzo per applicare il concetto di paese terzo sicuro dovranno includere una disposizione che obblighi il paese terzo a esaminare nel merito qualsiasi richiesta di protezione effettiva. La designazione di un paese terzo come sicuro, sia a livello UE che nazionale, potrà avvenire anche con eccezioni per specifiche parti del territorio o per categorie chiaramente identificabili di persone. Questa disposizione e quelle relative alle procedure accelerate di frontiera per i richiedenti la cui nazionalità presenta un tasso di riconoscimento dell’asilo inferiore al 20%, potranno applicarsi prima dell’entrata in applicazione della legislazione UE sull’asilo, prevista per giugno 2026. Il Parlamento europeo stabilisce anche che il ricorso contro una decisione di inammissibilità di una domanda di protezione non sospenderà automaticamente la decisione di rimpatrio. I due regolamenti devono ora essere formalmente adottati dal Consiglio. Entrambe le norme modificano il Patto su migrazione e asilo, adottato dal Parlamento europeo nell'aprile 2024, che entrerà in vigore a giugno di quest’anno. |