Ungheria, legge sulla sovranità viola il diritto UE per l’Avvocata generale Kokott
18 Febbraio 2026
La normativa ha istituito un Ufficio per la protezione della sovranità dotato di amplissimi poteri investigativi, privi di controllo giurisdizionale effettivo, con facoltà di accedere a qualsiasi informazione – inclusi dati personali – e di pubblicare relazioni potenzialmente stigmatizzanti, trasmettendo le informazioni alle autorità nazionali competenti. La minaccia di indagini, la pubblicazione di relazioni dal contenuto potenzialmente accusatorio o stigmatizzante e il rischio di azioni penali producono un effetto dissuasivo su giornalisti, editori, organi di stampa e associazioni, configurando un'ingerenza nella libertà di espressione, di informazione e di associazione garantite dalla Carta. Dubbi sono sollevati anche sul rispetto del segreto professionale tra avvocato e cliente. Sul piano della protezione dei dati, l'Ufficio è autorizzato a trattare dati personali, anche sensibili, senza basi giuridiche sufficientemente chiare, precise e proporzionate, in violazione del RGPD e degli articoli 7 e 8 della Carta. Le conclusioni dell'avvocata generale non vincolano la Corte, che inizierà ora le deliberazioni; la sentenza sarà resa in data successiva. |