La Corte Suprema USA frena la politica dei dazi: stop alle tariffe IEEPA di Trump
23 Febbraio 2026
Con una maggioranza di 6 giudici contro 3, la Corte ha stabilito che l'uso dell'International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) per imporre nuove tariffe doganali viola la Costituzione, che attribuisce al Congresso la competenza esclusiva in materia fiscale e doganale. L'IEEPA, legge del 1977 pensata per fronteggiare emergenze nazionali, non può essere utilizzata – secondo i giudici – come base giuridica per introdurre dazi generalizzati. L'articolo 1, sezione 8, della Costituzione USA riserva, infatti, al Congresso il potere di «stabilire e riscuotere tasse, dazi, imposte e accise». La sentenza rappresenta quindi un ridimensionamento significativo dell'azione unilaterale dell'Esecutivo in ambito commerciale. L'impatto economico è rilevante. Le tariffe IEEPA avevano garantito nel solo 2025 circa 175 miliardi di dollari di entrate, secondo il Penn Wharton Budget Model. Resta aperta la questione degli eventuali rimborsi: la Corte Suprema non si è espressa sul punto, demandando la valutazione alla Corte del Commercio Internazionale. Secondo diversi osservatori, eventuali restituzioni potrebbero riguardare soltanto le imprese che hanno già avviato un contenzioso. La decisione non coinvolge però tutte le misure tariffarie dell'Amministrazione Trump. Restano in vigore i dazi del 50% su acciaio e alluminio e le altre tariffe adottate ai sensi della Section 232 del Trade Expansion Act del 1962, legate alla tutela della sicurezza nazionale. Il Presidente ha già annunciato nuove tariffe generalizzate del 10%, facendo leva sulla Section 122 del Trade Act del 1974, che consente misure temporanee – fino a 150 giorni – per affrontare squilibri nella bilancia dei pagamenti. Parallelamente, l'Amministrazione potrà avviare indagini per introdurre dazi tramite altre basi normative, come le Sections 201, 301 e 338, che richiedono tuttavia procedure istruttorie specifiche. La sentenza incide anche sugli accordi commerciali conclusi sulla base delle tariffe IEEPA, compreso quello con l'Unione europea. Venendo meno la base giuridica, tali intese risultano fragili e potrebbero essere sostituite dal nuovo dazio generalizzato del 10%. Nel richiamare il principio di separazione dei poteri, la Corte Suprema ribadisce che le scelte in materia fiscale devono passare attraverso il processo legislativo. Una riaffermazione del ruolo del Congresso e della stabilità normativa, a tutela della prevedibilità delle relazioni economiche internazionali. |