Asilo UE, ok definitivo a Paesi sicuri

La Redazione
24 Febbraio 2026

Il Consiglio europeo adotta il primo elenco dei Paesi di origine sicuri e rivede il concetto di Paese terzo sicuro. Le misure, cardine del Patto migrazione e asilo, puntano a uniformare le prassi, accelerare le procedure e ampliare i casi di inammissibilità. Applicazione dal 12 giugno 2026.

Via libera definitivo del Consiglio al primo elenco comune dell'Unione europea dei Paesi di origine sicuri e alla revisione del concetto di Paese terzo sicuro. Due interventi normativi destinati a incidere in modo significativo sulla gestione delle domande di protezione internazionale, nell'ottica di una maggiore armonizzazione tra gli Stati membri e di un'accelerazione delle procedure.

L'elenco UE qualifica come Paesi di origine sicuri:

  • Bangladesh
  • Colombia
  • Egitto
  • India
  • Kosovo
  • Marocco
  • Tunisia

Sono inoltre considerati sicuri, in linea generale, i Paesi candidati all'adesione, salvo che ricorrano specifiche condizioni ostative:

  • conflitto armato internazionale o interno;
  • adozione di misure restrittive UE per violazioni di diritti fondamentali;
  • tasso di riconoscimento della protezione superiore al 20% nelle decisioni degli Stati membri.

Resta ferma la facoltà per i singoli Stati di mantenere o introdurre elenchi nazionali ulteriori.

Sul versante del Paese terzo sicuro, la riforma amplia e puntualizza i presupposti per dichiarare inammissibile la domanda senza esame nel merito. Gli Stati membri potranno applicare il concetto quando:

  • sussista un legame tra richiedente e Paese terzo (non più requisito obbligatorio);
  • il richiedente abbia attraversato un Paese sicuro prima di giungere nell'UE;
  • oppure esista un accordo o un'intesa con un Paese qualificato come sicuro.

La novella mira a rafforzare la coerenza applicativa e a contenere i movimenti secondari.

Le disposizioni – salvo anticipazioni specifiche – si applicheranno dal 12 giugno 2026, in concomitanza con l'entrata in vigore del Patto sulla migrazione e l'asilo. Il Consiglio sottolinea l'obiettivo di procedure più rapide e uniformi, nonché di una più equa ripartizione degli oneri tra Stati membri.