La vicinitas non comporta di per sé anche l’interesse a ricorrere, neanche in materia ambientale

Redazione Scientifica Processo amministrativo
26 Febbraio 2026

Sebbene la vicinitas sia idonea a radicare la legittimazione a ricorrere in materia ambientale, deve essere dimostrato anche l’interesse a ricorrere.

Per consolidato principio della specificità dei motivi di appello, l’atto di appello deve contenere una critica specifica e puntuale alla motivazione della sentenza di primo grado e l’indicazione chiara delle ragioni per cui il primo giudice avrebbe dovuto decidere diversamente. Ai sensi dell’art. 101 c.p.a. la «censura specifica» alla sentenza di primo grado deve essere proposta nel ricorso in appello: eventuali nuove allegazioni non possono essere introdotte nel giudizio di secondo grado solo con la memoria di replica, che ha un valore meramente illustrativo delle deduzioni già compiute con l’atto introduttivo del relativo giudizio, non potendo integrare i motivi di appello. 

Come stabilito dall’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato n. 22/2021 la legittimazione a ricorrere e l’interesse a ricorrere sono condizioni autonome dell’azione.La vicinit as può contribuire a dimostrare la legittimazione, ma da sola non basta a provare l’interesse, che richiede un pregiudizio concreto derivante dall’atto impugnato, nonché l’utilità effettiva che potrebbe derivare dall’eventuale annullamento. Ne consegue che anche per gli interessi ambientali o paesaggistici non è configurabile alcun automatismo tra vicinitas e interesse a ricorrere, dovendo quest’ultimo essere specificamente allegato e provato.  

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