“Mid-cap”, verso un regime UE più proporzionato
27 Febbraio 2026
Il Parlamento europeo accelera sulla creazione di una nuova categoria intermedia di imprese, le cosiddette “small mid-cap” (SMC), con l’obiettivo di colmare il divario normativo tra PMI e grandi aziende ed evitare bruschi incrementi degli oneri regolatori al superamento delle soglie dimensionali. Le commissioni competenti hanno approvato le proposte che ridefiniscono i parametri europei: per Strasburgo rientrano nella nuova categoria le imprese con meno di 1.000 dipendenti e un fatturato fino a 200 milioni di euro o un totale di bilancio fino a 172 milioni. Soglie più ampie rispetto alla proposta della Commissione (750 dipendenti, 150 milioni di fatturato, 129 milioni di attivo). Resta fermo il principio “think small first”, con revisione quinquennale dei parametri per evitare effetti distorsivi sul sostegno alle PMI. Sul versante privacy, le esenzioni dagli obblighi di tenuta dei registri previste dal GDPR per le PMI verrebbero estese alle mid-cap, purché il trattamento non presenti rischi elevati per i diritti e le libertà degli interessati. Restano esclusi i dati sensibili, inclusi quelli biometrici, sanitari, giudiziari o idonei a rivelare origine etnica, opinioni politiche e convinzioni religiose. In ambito finanziario, la revisione della MiFID amplia l’accesso ai mercati di crescita per le PMI, riducendo gli oneri amministrativi e semplificando il regime dei prospetti in coerenza con il Regolamento Prospetto. L’obiettivo è facilitare la raccolta di capitali. Interventi di semplificazione riguardano anche il Regolamento Batterie (allungamento a cinque anni dell’aggiornamento delle policy di due diligence) e il Regolamento sui gas fluorurati, con limitazione degli obblighi di registrazione alle operazioni sopra determinate soglie quantitative. Il pacchetto, parte del quarto Omnibus sulla semplificazione (maggio 2025), è ora atteso in plenaria per l’avvio del negoziato con il Consiglio. |