FEG, sostegno anticipato ai lavoratori a rischio

La Redazione
03 Marzo 2026

Accordo provvisorio tra Consiglio e Parlamento sulla revisione del regolamento FEG: il sostegno non sarà più limitato ai lavoratori già licenziati, ma potrà estendersi anche a chi è a rischio imminente di espulsione. Misure rafforzate, garanzie per gli Stati membri e applicazione fino al 2027.

Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) cambia passo e anticipa la tutela. Con l’accordo provvisorio raggiunto tra Consiglio e Parlamento europeo sulla revisione del regolamento (UE) 2021/691, il sostegno non sarà più circoscritto ai lavoratori già espulsi dal mercato del lavoro a seguito di ristrutturazioni aziendali, ma potrà estendersi anche a coloro che si trovano in una situazione di rischio imminente di licenziamento.

La modifica, destinata ad applicarsi fino alla fine del 2027 – termine dell’attuale programmazione FEG – si inserisce nel quadro delle politiche europee di risposta alle trasformazioni industriali e alle tensioni geopolitiche.

L’obiettivo è duplice:

  • ridurre il numero dei licenziamenti;
  • favorire una transizione occupazionale tempestiva, attraverso interventi di politica attiva prima che la perdita del posto si concretizzi.

Restano centrali le misure finanziabili: formazione, riqualificazione, certificazione delle competenze, orientamento professionale e assistenza alla ricollocazione.

La novità sostanziale consiste nell’accesso anticipato agli strumenti, in considerazione del carattere spesso progressivo e “a ondate” delle ristrutturazioni.

L’accordo chiarisce inoltre l’ambito soggettivo di applicazione: a determinate condizioni e previo consenso dell’impresa interessata, potranno essere inclusi nelle domande di finanziamento anche lavoratori di fornitori diretti e produttori a valle, ampliando così la platea dei beneficiari.

Sul piano delle garanzie, il testo prevede controlli ex ante da parte degli Stati membri sulle capacità finanziarie e amministrative delle imprese coinvolte, nonché la possibilità di erogare prefinanziamenti rateizzati. Per contenere l’onere amministrativo, la Commissione sarà chiamata a predisporre orientamenti non vincolanti per Stati e imprese.

L’accordo dovrà ora essere formalmente approvato dai colegislatori e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea per entrare in vigore.