Sostenibilità, il Consiglio alleggerisce gli obblighi per le imprese
05 Marzo 2026
Con l’approvazione definitiva del pacchetto di semplificazione “omnibus I”, il Consiglio dell’Unione europea interviene in modo significativo sugli obblighi di sostenibilità gravanti sulle imprese, modificando tanto la direttiva sulla rendicontazione societaria di sostenibilità (CSRD) quanto quella sul dovere di diligenza ai fini della sostenibilità (CSDDD). L’obiettivo dichiarato è rafforzare la competitività dell’UE in un contesto geopolitico complesso, riducendo oneri amministrativi e impatti a cascata sulle realtà di minori dimensioni. Sul versante della CSRD, l’ambito soggettivo viene ristretto: rientrano ora le imprese con oltre 1.000 dipendenti e ricavi netti annui superiori a 450 milioni di euro. Per le società di Paesi terzi, gli obblighi si applicano solo in presenza di una controllante nell’UE con ricavi oltre 450 milioni e di una controllata o succursale con fatturato superiore a 200 milioni. È prevista inoltre un’esenzione transitoria per le imprese della “prima fase” già tenute alla rendicontazione dal 2024, nonché un’esenzione dalla rendicontazione consolidata per talune holding finanziarie. Più marcato il ridimensionamento della CSDDD: le soglie salgono a 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di ricavi netti. Le imprese potranno concentrare la due diligence sui segmenti della catena del valore a maggiore rischio, privilegiando, in caso di parità, i partner commerciali diretti e basandosi su informazioni ragionevolmente disponibili. Soppressi l’obbligo di piano di transizione climatica e il regime armonizzato europeo di responsabilità civile. Le sanzioni restano affidate agli ordinamenti nazionali, con un tetto massimo del 3% del fatturato netto mondiale. Il recepimento della CSDDD è differito al 26 luglio 2028; l’applicazione per le imprese scatterà da luglio 2029. La direttiva entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. |