Direttiva Habitat: la Corte UE condanna il Portogallo per mancata tutela delle aree protette

La Redazione
06 Marzo 2026

La CGUE ha accertato un nuovo inadempimento del Portogallo agli obblighi previsti dalla direttiva 92/43/CEE, nota come direttiva “Habitat”, relativa alla tutela della biodiversità.

Con la decisione in oggetto, la Corte ha stabilito che lo Stato membro non ha dato piena esecuzione a una precedente sentenza del 2019, nella quale era già stata rilevata la violazione degli obblighi di designazione e protezione di numerosi siti naturali di interesse comunitario. Per questo motivo il Portogallo è stato condannato al pagamento di una somma forfettaria, oltre a una penalità giornaliera che resterà in vigore fino alla completa attuazione delle misure richieste.

La direttiva Habitat prevede che la Commissione europea, in collaborazione con gli Stati membri, individui un elenco di siti di importanza comunitaria (SIC). Successivamente, gli Stati sono tenuti a designare tali siti come zone speciali di conservazione (ZSC) entro un termine massimo di sei anni e ad adottare misure specifiche per garantirne la tutela.

Le ZSC sono aree soggette a un regime di protezione rafforzato, finalizzato a garantire il mantenimento o il ripristino in uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat naturali e delle specie animali e vegetali per cui i siti sono stati individuati. Ciò implica l’adozione di interventi concreti e di strumenti normativi idonei a salvaguardare gli ecosistemi interessati.

Già con la sentenza del 5 settembre 2019 la Corte aveva stabilito che il Portogallo non aveva adempiuto ai propri obblighi con riferimento a 61 siti di importanza comunitaria. Nella decisione in questione i giudici europei hanno rilevato che le violazioni persistono. In particolare, la Corte ha osservato che la semplice designazione formale di alcuni siti come ZSC non è sufficiente a soddisfare le prescrizioni della normativa europea. È necessario, infatti, individuare in modo puntuale gli habitat e le specie da proteggere e adottare misure di conservazione concrete, specifiche e giuridicamente vincolanti. Solo attraverso tali interventi è possibile garantire una tutela effettiva della biodiversità prevista dal diritto dell’Unione.