Rimpatri migranti: la Commissione LIBE approva la riforma europea
11 Marzo 2026
Gli emendamenti alla proposta presentata dalla Commissione europea nel marzo 2025 sono stati approvati con 41 voti favorevoli, 32 contrari e un’astensione. Il progetto di regolamento introduce un sistema più uniforme per l’esecuzione dei rimpatri nell’Unione. In particolare, prevede che le autorità nazionali adottino una decisione di rimpatrio nei confronti di ogni cittadino extracomunitario privo di titolo di soggiorno. Tali decisioni confluiranno in un nuovo “ordine di rimpatrio europeo”, registrato nel Sistema d’informazione Schengen e riconosciuto da tutti gli Stati membri. Secondo il testo, entro il 1° luglio 2027 gli Stati dell’area Schengen dovranno riconoscere ed eseguire le decisioni di rimpatrio emesse da altri Paesi membri. La responsabilità operativa dell’allontanamento resterà tuttavia allo Stato nel cui territorio il cittadino straniero soggiorna illegalmente. Il regolamento rafforza anche l’obbligo di cooperazione dei destinatari delle decisioni di rimpatrio. In presenza di mancata collaborazione, rischio di fuga o minacce alla sicurezza, le autorità potranno disporre il trattenimento amministrativo fino a 24 mesi, secondo le condizioni stabilite dal diritto nazionale. La detenzione potrà essere applicata anche a famiglie con minori o minori non accompagnati, ma solo come extrema ratio e nel rispetto del superiore interesse del minore. Sono comunque previste misure alternative, tra cui obblighi di firma, residenza in luoghi designati, garanzie finanziarie o monitoraggio elettronico. Il provvedimento disciplina inoltre la possibilità di rimpatri verso Paesi terzi che accettino il trasferimento sulla base di accordi con l’UE o con gli Stati membri, tenendo conto del Paese di origine o di transito del migrante. Previsto infine un divieto di ingresso nell’UE per chi non rispetti l’ordine di rimpatrio o rappresenti un rischio per la sicurezza, con durata variabile fino alla possibilità di interdizione permanente. Il rispetto dei diritti fondamentali durante le operazioni di allontanamento sarà sottoposto a monitoraggio indipendente. Il mandato negoziale dovrà ora essere confermato dall’assemblea plenaria del Parlamento prima dell’avvio dei negoziati interistituzionali con il Consiglio. |