La posizione del Consiglio europeo sulla tutela degli adulti vulnerabili

La Redazione
13 Marzo 2026

Il Consiglio UE ha concordato la propria posizione su un regolamento volto a rafforzare la tutela degli adulti vulnerabili nelle situazioni transfrontaliere. La proposta introduce regole comuni su competenza giurisdizionale, riconoscimento delle decisioni e rappresentanza, prevedendo anche un certificato europeo per facilitare il supporto e la protezione degli interessati.

L’iniziativa mira a garantire certezza giuridica e tutela effettiva dei diritti delle persone che, a causa di condizioni legate all’età o alla salute — come nel caso dell’Alzheimer — non sono più in grado di assumere autonomamente decisioni riguardanti la propria vita personale o patrimoniale.

Il regolamento interviene in particolare nei casi in cui tali persone si trovino coinvolte in situazioni che attraversano più ordinamenti nazionali, ad esempio nella gestione di beni situati in un altro Stato membro, nell’accesso a cure mediche all’estero o nel trasferimento della residenza in un diverso Paese dell’Unione. L’obiettivo è assicurare che le decisioni adottate per la loro tutela, così come i poteri dei rappresentanti o dei tutori, siano riconosciuti e possano produrre effetti in tutti gli Stati membri.

Tra i punti centrali della proposta vi è la definizione dei criteri per individuare l’autorità giurisdizionale competente e il diritto applicabile nei casi transfrontalieri, nonché l’introduzione del riconoscimento automatico delle misure di protezione adottate in un altro Stato membro, con limitate eccezioni. Il sistema si fonda sulla Convenzione dell’Aia del 2000 sulla protezione degli adulti, ma introduce elementi innovativi, come la possibilità per l’adulto interessato di scegliere il foro competente, purché sussista un collegamento significativo con l’autorità designata.

Il testo concordato disciplina, inoltre, il collocamento degli adulti bisognosi di protezione, rimettendo alla procedura prevista dalla Convenzione dell’Aia la possibilità per uno Stato membro di opporsi all’inserimento nel proprio territorio.

Particolare rilievo assume anche l’introduzione di un certificato europeo di sostegno e rappresentanza, destinato a facilitare la prova dei poteri del rappresentante in un altro Stato membro. Diversamente dalla proposta della Commissione, il Consiglio ha previsto che gli effetti giuridici del certificato nello Stato che lo rilascia siano determinati dal diritto nazionale.

L’accordo costituirà ora la base per l’avvio dei negoziati con il Parlamento europeo finalizzati all’adozione del testo definitivo del regolamento.

L’iniziativa mira a garantire certezza giuridica e tutela effettiva dei diritti delle persone che, a causa di condizioni legate all’età o alla salute — come nel caso dell’Alzheimer — non sono più in grado di assumere autonomamente decisioni riguardanti la propria vita personale o patrimoniale.

Il regolamento interviene in particolare nei casi in cui tali persone si trovino coinvolte in situazioni che attraversano più ordinamenti nazionali, ad esempio nella gestione di beni situati in un altro Stato membro, nell’accesso a cure mediche all’estero o nel trasferimento della residenza in un diverso Paese dell’Unione. L’obiettivo è assicurare che le decisioni adottate per la loro tutela, così come i poteri dei rappresentanti o dei tutori, siano riconosciuti e possano produrre effetti in tutti gli Stati membri.

Tra i punti centrali della proposta vi è la definizione dei criteri per individuare l’autorità giurisdizionale competente e il diritto applicabile nei casi transfrontalieri, nonché l’introduzione del riconoscimento automatico delle misure di protezione adottate in un altro Stato membro, con limitate eccezioni. Il sistema si fonda sulla Convenzione dell’Aia del 2000 sulla protezione degli adulti, ma introduce elementi innovativi, come la possibilità per l’adulto interessato di scegliere il foro competente, purché sussista un collegamento significativo con l’autorità designata.

Il testo concordato disciplina, inoltre, il collocamento degli adulti bisognosi di protezione, rimettendo alla procedura prevista dalla Convenzione dell’Aia la possibilità per uno Stato membro di opporsi all’inserimento nel proprio territorio.

Particolare rilievo assume anche l’introduzione di un certificato europeo di sostegno e rappresentanza, destinato a facilitare la prova dei poteri del rappresentante in un altro Stato membro. Diversamente dalla proposta della Commissione, il Consiglio ha previsto che gli effetti giuridici del certificato nello Stato che lo rilascia siano determinati dal diritto nazionale.

L’accordo costituirà ora la base per l’avvio dei negoziati con il Parlamento europeo finalizzati all’adozione del testo definitivo del regolamento.