Febbraio 2026: società cancellata, responsabilità amministrativa degli enti, azioni di responsabilità verso gli amministratori
La Redazione
16 Marzo 2026
Questo mese si segnalano le pronunce della Corte di cassazione in tema, tra l'altro, di ammissione allo stato passivo dei crediti bancari in fallimento, società cancellata, contratto di franchising, azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori, patto fiduciario accessorio al contratto di cessione di partecipazioni sociali, responsabilità degli enti ex d.lgs. 231/2001, abuso del processo mediante presentazione della domanda di concordato preventivo, Centre of Main Interests (COMI), interposizione fittizia della società.
Ammissione allo stato passivo dei crediti bancari in fallimento
Cass. civ., sez. I, 3 febbraio 2026, (ud. 14 gennaio 2026, dep. 3 febbraio 2026), n. 2241
Ai fini dell'insinuazione allo stato passivo nel fallimento, l'utilizzo della tecnica semplificatoria di azzeramento del saldo di conto corrente (cd. "saldo zero") presuppone da parte della banca la deduzione che il saldo non sia mai stato a credito del correntista nei periodi antecedenti; sicché in tal caso la banca creditrice può avvalersi di questo strumento ove non sia in possesso di tutti gli estratti conto, sempreché la curatela non deduca a sua volta il contrario in modo puntuale e sorretto dai documenti in suo possesso.
Cancellata la società, il socio accomandante può essere chiamato a rispondere nei limiti della quota di liquidazione ex art. 2324 cc.
Cass. civ., sez. trib., 5 febbraio 2026, (ud. 16 settembre 2025, dep. 5 febbraio 2026), n. 2470
Nella società in accomandita, il socio accomandante è privo di legittimazione – sia attiva che passiva - rispetto alle obbligazioni tributarie riferibili alla società, salvo le deroghe alla regola di cui all'art. 2313 c.c., il quale, nel limitare la responsabilità dell'accomandante per le obbligazioni sociali alla quota conferita, non autorizza i creditori sociali, incluso l'erario, ad agire direttamente nei suoi confronti, limitandosi tale disposizione a disciplinare i rapporti interni alla compagine sociale.
Requisiti di forma del contratto di franchising e trasferimento del know-how
Cass. civ., sez. III, 10 febbraio 2026, (ud. 12 dicembre /2025, dep. 10 febbraio 2026), n. 2977
L’oggetto del contratto di franchising deve risultare in via scritta, e non può essere determinato, tipicamente, dal comportamento delle parti successivo, o anche precedente, la conclusione del contratto (Cass., 7 marzo 2011, n. 5385), ma resta fermo che, in coerenza, deve ritenersi possibile il rinvio per relazione ad altra documentazione acquisibile (arg. ex Cass., 16 gennaio 2013, n. 952), seppur acquisita da una delle parti successivamente, salva, come logico, la valutazione dei tempi di messa a disposizione della stessa, ove in capo alla controparte, ai fini del correlato vaglio del rispetto delle obbligazioni anche di correttezza contrattuale attuativa.
Nel contratto in parola il know-how può distintamente essere trasferito in fase ulteriormente esecutiva, essendo necessario al perfezionamento dell'accordo solo l'impegno a mettere a disposizione una formula commerciale e una rete commerciale, essendo cioè profili differenti quello, in specie, della formula e quello della capacità di sua applicazione (Cass., 10 maggio 2018, n. 11256).
Azioni di responsabilità verso gli amministratori di s.r.l.
Cass. civ., sez. I, 12 febbraio 2026, (ud. 11 febbraio 2026, dep. 12 febbraio 2026), n. 3183
La società deve sempre essere presente nella controversia avente a oggetto l'azione di responsabilità verso un suo amministratore, sussistendo un litisconsorzio necessario con il socio eventualmente singolo attore, proprio perché è direttamente la società, e non il socio, che può beneficiare dell'accoglimento dell'azione, giacché il socio può beneficiarne solo di riflesso, in termini di tutela e valorizzazione della sua partecipazione al capitale, ma mai in via diretta attraverso l'apprensione della somma eventualmente liquidata a titolo risarcitorio, che è destinata obbligatoriamente a confluire nel patrimonio della sola società. E tanto perché la S.r.l. – pur avendo subito in più di venti anni dalla Riforma del 2003 importanti modificazioni che ne hanno ulteriormente modellato la tipologia (si pensi, su tutte, alla possibilità della costituzione con capitale di un solo euro) – è pur sempre una società di capitali, costituita, quindi, su base corporativa e con organi obbligatoriamente presenti che svolgono funzioni ben distinte dalle persone fisiche dei soci che eventualmente li compongono.
Patto fiduciario accessorio al contratto di cessione di partecipazioni sociali
Cass. civ., sez. I, 12 febbraio 2026, (ud. 11 febbraio 2026, dep. 12 febbraio 2026), n. 3181
In tema di patto fiduciario accessorio al contratto di cessione di partecipazioni sociali, l'unitarietà dell'intestazione fiduciaria di partecipazioni sociali (Cass n. 11226 del 2021) non conduce alla necessità della forma scritta del patto fiduciario, ove la cessione avvenga in forma scritta, alla luce di Cass. Sez. Un. n. 6459 del 2020 relativa alla fiducia nel trasferimento immobiliare.
Responsabilità degli enti: prescrizione del reato presupposto e reato commesso dall’amministratore di fatto
Cass. pen., sez. II, 20 gennaio 2026, (ud. 20 gennaio 2026, dep. 12 febbraio 2026), n. 5923
In tema di responsabilità degli enti, in presenza di una declaratoria di prescrizione del reato presupposto, il giudice, ai sensi dell'art. 8, comma 1, lett. b) d.lgs. n. 231 del 2001, deve procedere all'accertamento autonomo della responsabilità amministrativa della persona giuridica nel cui interesse e nel cui vantaggio l'illecito fu commesso che, però, non può prescindere da una verifica, quantomeno incidentale, della sussistenza del fatto di reato.
A norma dell’art. 5, comma 1, d.lgs. 231 l'ente è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio non solo da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente stesso ma anche da persone che “esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso”.
L’esatta individuazione del requisito dell’interesse/vantaggio dell’Ente in conseguenza del reato presupposto riverbera i suoi effetti anche sulla legittimità della confisca che presuppone un imprescindibile rapporto di derivazione causale tra il profitto confiscabile ex art. 19 d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231 e il reato presupposto dell'illecito contestato all'ente.
La domanda di concordato preventivo presentata allo scopo di differire la dichiarazione di fallimento
Cass. civ., sez. I, 25 febbraio 2026, (ud. 12 febbraio 2026, dep. 25 febbraio 2026), n. 4246
La domanda di concordato preventivo presentata dal debitore non per regolare la crisi dell'impresa attraverso un accordo con i suoi creditori, ma con il palese scopo di differire la dichiarazione di fallimento, è inammissibile, in quanto integra gli estremi di un abuso del processo, che ricorre quando, con violazione dei canoni generali di correttezza e buona fede e dei principi di lealtà processuale e del giusto processo, si utilizzano strumenti processuali per perseguire finalità eccedenti o deviate rispetto a quelle" predisposte dall'ordinamento (Cass., sez. 1, 22/5/2023, n. 13997, i riferimenti ivi contenuti: Cass., Sez.U., n. 9935 del 2015; Cass. n. 12066 del 2017; Cass. n. 7177 del 2020 e n. 8992 del 2021).
Ricorso per cassazione proposto da società già estinta
Cass. civ., sez. III, 14 febbraio 2026, (ud. 6 febbraio 2026, dep. 14 febbraio 2026), n. 3308
L’estinzione della società per effetto della cancellazione dal registro delle imprese ex art. 2495 c.c. priva l'ente della capacità di stare in giudizio. La giurisprudenza di legittimità è costante nel ritenere che la procura rilasciata dall'ex legale rappresentante di una società già cancellata sia giuridicamente inesistente per mancanza del mandante. La procura per il ricorso in cassazione deve essere rilasciata necessariamente dopo la pubblicazione della sentenza impugnata e prima della notifica del ricorso: la mancanza o inesistenza originaria della procura non è sanabile né mediante ratifica, né mediante rinnovo.
Inoltre, se è vero che l'estinzione non comunicata possa comportare una "stabilizzazione" della parte nel grado di merito in cui si verifica, è anche vero che tale effetto non si estende ai gradi successivi. L'impugnazione della sentenza pronunciata contro una società estinta deve quindi provenire, a pena di inammissibilità, direttamente dai soci quali successori, e non dalla società stessa (ormai inesistente) (nel caso di specie, la circostanza che il ricorso fosse stato infine firmato dalla già socia non toglie che ella abbia speso ivi la sola qualità di legale rappresentante di una società ormai inesistente, sicché il ricorso non può essere ascritto a lei nella diversa qualità di succeditrice).
COMI (Centre of Main Interests)
Cass. civ., sez. I, 16 febbraio 2026, (ud. 15 gennaio 2026, dep. 16 febbraio 2026), n. 3409
A norma dell'art. 27 c.c.i.i., la competenza sulla domanda di apertura della liquidazione giudiziale è determinata in ragione del «luogo in cui il debitore ha il centro degli interessi principali», che ha preso il posto della "sede principale" cui faceva riferimento l'art. 9 l. fall. il "«luogo in cui il debitore ha il centro degli interessi principali» (cd. COMI: "Centre of main interest") si presume, peraltro, coincidere con "la sede legale" della persona fisica o della società che risulta dal registro delle imprese. Tale presunzione, in quanto iuris tantum, può essere superata attraverso prove univoche che dimostrino che il centro direzionale dell'attività dell'impresa sia collocato altrove.
Cancellazione della società di capitali e accertamento nei confronti dei soci
Cass. civ., sez. trib., 17 febbraio 2026, (ud. 12 novembre 2025, dep. 17 febbraio 2026), n. 3474
In caso di cancellazione della società di capitali dal registro delle imprese, deve ritenersi sempre ammissibile l'accertamento nei confronti dei soci che sono destinati a succedere nei rapporti debitori già facenti capo alla società cancellata, ma non definiti all'esito della liquidazione, indipendentemente dalla circostanza che essi abbiano goduto di un qualche riparto in base al bilancio finale di liquidazione, ciò che non incide, peraltro, neppure sull'interesse ad agire del fisco creditore, potendovi essere la possibilità di sopravvenienze attive, o anche semplicemente la possibile esistenza di beni e diritti non contemplati nel bilancio, per i quali sorge l'interesse dell'amministrazione finanziaria a procurarsi un titolo nei confronti dei soci medesimi
Interposizione fittizia della società: elementi indiziari dell’abuso di schema societario
Cass. civ., sez. trib., 19 febbraio 2026, (ud. 25 novembre 2025, dep. 19 febbraio 2026), n. 3728
Il meccanismo che, nel nostro ordinamento, mira a riallineare l'attività svolta da un altro soggetto sull'effettivo percettore dei redditi è quello previsto dall'art. 37, terzo comma, del d.P.R. n. 600 del 1973, che esprime una norma applicabile anche al reddito d'impresa e all'ipotesi in cui l'interposto sia una società di capitali, salva la necessaria specifica verifica della relazione di fatto tra contribuente e reddito per operare la traslazione del reddito d'impresa prodotto all'effettivo titolare. L'oggetto della prova incombente sull'Amministrazione finanziaria non attiene agli elementi costitutivi dell'interposizione; quel che rileva è che il soggetto nei confronti del quale è rivolto l'accertamento sia l'effettivo possessore del reddito per interposta persona; e che, quindi, costui disponga delle risorse del soggetto interposto “uti dominus”. A tal fine, la prova può essere affidata anche a circostanze di carattere indiziario.
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Sommario
Cancellata la società, il socio accomandante può essere chiamato a rispondere nei limiti della quota di liquidazione ex art. 2324 cc.
Azioni di responsabilità verso gli amministratori di s.r.l.
Responsabilità degli enti: prescrizione del reato presupposto e reato commesso dall’amministratore di fatto
Ricorso per cassazione proposto da società già estinta
COMI (Centre of Main Interests)
Cancellazione della società di capitali e accertamento nei confronti dei soci
Interposizione fittizia della società: elementi indiziari dell’abuso di schema societario