AI e copyright: il Parlamento UE chiede nuove tutele
18 Marzo 2026
Con una risoluzione adottata il 10 marzo con 460 voti favorevoli, 71 contrari e 88 astensioni, gli eurodeputati chiedono che la normativa europea sul copyright trovi piena applicazione nei confronti di tutti i sistemi di AI generativa presenti nel mercato dell’Unione, indipendentemente dal luogo in cui tali sistemi siano stati addestrati. Uno dei punti centrali riguarda l’utilizzo di opere protette da diritto d’autore per l’addestramento dei modelli di AI. Secondo il Parlamento, tale utilizzo deve essere trasparente e accompagnato da un’adeguata remunerazione per i titolari dei diritti, a tutela di un settore che contribuisce per il 6,9% al PIL europeo. Gli eurodeputati invitano inoltre la Commissione a individuare soluzioni che garantiscano compensazioni anche per l’uso passato delle opere, escludendo però l’introduzione di licenze globali basate su pagamenti forfettari. Particolare attenzione è dedicata agli obblighi di trasparenza. I fornitori e gli utilizzatori professionali di sistemi di AI dovrebbero rendere disponibile un elenco dettagliato delle opere protette utilizzate per l’addestramento, oltre a registri delle attività di raccolta dei dati impiegati anche per finalità di inferenza o generazione aumentata. L’assenza di tali informazioni potrebbe configurare una violazione del copyright, con possibili conseguenze legali e l’obbligo, per i soggetti responsabili, di sostenere integralmente i costi del contenzioso. La risoluzione propone inoltre la creazione di un nuovo mercato delle licenze per i contenuti protetti, includendo modelli di licenza collettiva volontaria che coinvolgano anche creatori individuali e PMI. Parallelamente, i titolari dei diritti dovrebbero poter escludere le proprie opere dall’addestramento dei sistemi di AI tramite un apposito registro gestito dall’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale. Il Parlamento richiama anche la necessità di tutelare il settore dell’informazione e della stampa, spesso utilizzato per alimentare i sistemi di IA. Gli editori dovrebbero essere pienamente compensati per l’uso dei loro contenuti e poter rifiutare l’impiego delle proprie pubblicazioni nei dataset di addestramento. Infine, gli eurodeputati sottolineano che i contenuti generati interamente dall’AI non dovrebbero beneficiare della protezione del diritto d’autore, ribadendo al contempo la necessità di proteggere gli individui dalla diffusione di contenuti manipolati o artificiali. |