TUF allineato a EMIR, MiFID e EuGB
18 Marzo 2026
Il d.lgs. 28/2026, in vigore dal 6 marzo 2026, chiude un ciclo di recepimento che porta il TUF nel nuovo perimetro regolatorio europeo dei mercati dei capitali, senza introdurre rotture ma riallineando sistematicamente la disciplina interna. Il decreto si colloca all’incrocio delle leggi di delega europee 2022‑2023 e 2024, dando attuazione a regolamenti e direttive UE su CSD, CCP, mercati, obbligazioni verdi ed ESAP. L’iter, iniziato in Consiglio dei ministri nel novembre 2025 e concluso a fine gennaio 2026, riflette la complessità tecnica e il coinvolgimento di più ministeri e autorità. Sul fronte dei depositari centrali, il TUF viene adeguato al nuovo quadro CSDR: aggiornati i rinvii normativi, rafforzato il ruolo di Consob quale autorità di collegio e disciplinata l’esclusione dalla gestione accentrata in caso di procedure concorsuali dell’emittente. Ridefinite anche le competenze tra Consob e Banca d’Italia sull’accesso tra trading venue e infrastrutture di post‑trading. Per le controparti centrali, il decreto è la risposta nazionale a EMIR 3.0: si punta a ridurre la dipendenza dalle CCP di Paesi terzi, attribuendo a Consob nuovi poteri di vigilanza sugli obblighi di compensazione attiva e ripartendo con maggiore dettaglio le funzioni di supervisione con Banca d’Italia. In tema di mercati, l’attuazione di MiFID III e MiFIR 2.0 incide su trasparenza, limiti di posizione e gestione delle crisi di mercato. Viene rafforzato il canale di segnalazione alla Consob da parte dei revisori e si attribuisce all’Autorità il potere di designare i soggetti incaricati della pubblicazione delle operazioni. Il decreto introduce poi nel TUF la disciplina delle obbligazioni verdi europee, con un apparato sanzionatorio mirato al greenwashing, e organizza i flussi informativi verso l’ESAP. Infine, interviene sul country‑by‑country reporting, precisando i contenuti della relazione di revisione legale in chiave fiscale. |