EU Inc.: verso un diritto societario unico europeo
19 Marzo 2026
Con il comunicato del 18 marzo 2026, la Commissione europea ha presentato la proposta di regolamento istitutiva di “EU Inc.”, un nuovo quadro societario opzionale destinato a rappresentare la pietra angolare del c.d. 28° regime dell’Unione. L’iniziativa si inserisce nel più ampio disegno di rafforzamento del mercato unico e di incremento della competitività europea, anche alla luce delle criticità evidenziate nel rapporto Draghi. La proposta si fonda sull’esigenza di superare l’attuale frammentazione del diritto societario europeo, caratterizzato dalla coesistenza di 27 ordinamenti nazionali e oltre 60 forme giuridiche. Tale pluralità normativa comporta costi elevati, incertezza giuridica e ostacoli alla crescita transfrontaliera delle imprese, in particolare delle start-up innovative. In risposta, EU Inc. introduce un corpus normativo uniforme, cui le imprese potranno aderire su base volontaria in alternativa ai regimi nazionali. Tra gli elementi qualificanti della proposta emerge innanzitutto la digitalizzazione integrale dei processi societari: la costituzione potrà avvenire entro 48 ore, interamente online e con costi inferiori a 100 euro, senza requisiti minimi di capitale. Si prevede inoltre un sistema di “once-only submission”, che consente alle imprese di fornire dati una sola volta tramite un’interfaccia europea interoperabile con i registri nazionali, prospettando in futuro un registro centrale UE. Sul piano operativo, EU Inc. mira a semplificare le operazioni societarie, eliminando formalità non necessarie (quali l’intervento obbligatorio di intermediari nei trasferimenti azionari) e introducendo procedure digitali anche per la liquidazione e l’insolvenza. Viene altresì valorizzata la flessibilità della struttura del capitale, con la possibilità di emettere diverse classi di azioni, nonché l’adozione di piani di stock option con regime fiscale differito. Particolare rilievo assumono le misure volte ad attrarre investimenti e talenti, anche mediante l’accesso facilitato ai mercati dei capitali e la promozione di strumenti di incentivazione dei dipendenti. Parallelamente, la proposta mantiene ferme le normative nazionali in materia di lavoro e diritto sociale, introducendo specifiche salvaguardie contro possibili abusi. Infine, il progetto si inserisce in una strategia più ampia che comprende interventi in materia fiscale (HOT e BEFIT), accesso ai capitali e definizione uniforme di start-up e scale-up. La proposta è ora all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio, con l’obiettivo dichiarato di giungere all’adozione entro la fine del 2026. |