CGUE: calano i tempi dei procedimenti nel 2025
25 Marzo 2026
Il comunicato stampa n. 44/26 della CGUE evidenzia, per l’anno 2025, un’intensa attività giurisdizionale accompagnata da un miglioramento significativo dell’efficienza, misurato in particolare attraverso la riduzione della durata media dei procedimenti e il contenimento delle cause pendenti. Nel complesso, i due organi giurisdizionali dell’Unione – Corte di giustizia e Tribunale – hanno registrato 1.878 cause promosse, in aumento rispetto alle 1.706 del 2024. Sul versante della definizione dei procedimenti, il dato raggiunge le 1.898 cause trattate, confermando un livello particolarmente elevato già osservato negli anni precedenti. Tale risultato appare ancora più rilevante considerando che una serie di 404 cause riunite è stata contabilizzata come un’unica causa. Particolarmente significativo è il calo delle cause pendenti, che si attestano a 2.489, proseguendo il trend discendente già avviato nel 2024. Questo dato segnala una maggiore capacità di smaltimento dell’arretrato e una gestione più efficiente del contenzioso europeo. Quanto alla Corte di giustizia, si registra il mantenimento di un numero elevato di nuove cause, nonostante il trasferimento al Tribunale di 65 domande di pronuncia pregiudiziale. La durata media dei procedimenti è scesa a 16,7 mesi, rispetto ai 17,7 del 2024, confermando un miglioramento tangibile dei tempi di decisione. Si segnala inoltre un apporto rilevante di domande pregiudiziali provenienti da Italia e Polonia, a testimonianza del ruolo centrale dei giudici nazionali nel dialogo giurisdizionale europeo. Anche il Tribunale ha registrato risultati particolarmente positivi: nel 2025 è stato raggiunto il numero più elevato di cause definite nella sua storia annuale. A fronte di un numero record di nuove cause, le pendenze sono state ridotte al livello più basso degli ultimi 18 anni. La durata media dei procedimenti si è attestata a 16 mesi, in netto calo rispetto ai 18,5 mesi del 2024. Nel complesso, i dati confermano una fase di consolidamento dell’efficienza della giustizia europea, caratterizzata da un equilibrio tra aumento del contenzioso e capacità di risposta dell’istituzione, con ricadute positive in termini di certezza del diritto e tempestività della tutela giurisdizionale. |