Delegazione UE 2025: nuove deleghe al Governo

La Redazione
27 Marzo 2026

È stata pubblicata la legge di delegazione europea 2025 (Legge 36/2026), in vigore dal 9 aprile 2026, che attribuisce al Governo ampie deleghe per il recepimento di direttive e l’adeguamento ai regolamenti UE. Tra i settori coinvolti: ESG, cybersicurezza, diritto alla riparazione, sostenibilità e protezione dei dati in ambito penale.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 70 del 25 marzo 2026 della legge n. 36/2026, prende forma la legge di delegazione europea 2025, destinata a incidere in modo significativo sull’ordinamento interno. Il provvedimento, in vigore dal 9 aprile 2026, attribuisce al Governo una vasta delega per il recepimento di direttive europee e per l’adeguamento della normativa nazionale ai regolamenti UE più recenti.

Sul versante delle direttive, l’intervento si estende a numerosi ambiti: dalla proprietà industriale (disegni e modelli) al diritto alla riparazione dei beni di consumo, fino alla protezione dei dati personali nel settore penale, in attuazione della direttiva (UE) 2016/680. Rilevante anche l’attenzione al contrasto delle azioni legali strategiche contro la partecipazione pubblica (SLAPP) e alla disciplina del risanamento e della risoluzione delle imprese di assicurazione.

Particolarmente ampio il perimetro degli adeguamenti ai regolamenti europei, che coinvolgono settori strategici per il sistema economico e produttivo. Tra questi figurano la sicurezza delle macchine, la disciplina dei rating ESG – con riferimento al regolamento (UE) 2024/3005 – la gestione delle sostanze lesive dell’ozono, il portale europeo delle emissioni industriali, nonché la regolazione di rifiuti e imballaggi. Di rilievo anche gli interventi in materia di cybersicurezza, inclusi prodotti digitali e servizi gestiti, e le iniziative legate alla transizione verso tecnologie a zero emissioni nette.

La legge prevede inoltre l’introduzione di sanzioni, penali o amministrative, per garantire l’effettività delle disposizioni europee prive di apparato sanzionatorio.

L’allegato A completa il quadro con un elenco articolato di direttive da recepire, tra cui quelle in materia di sostenibilità d’impresa, responsabilità da prodotto, trattamento delle acque reflue, sicurezza marittima, infrazioni stradali e digitalizzazione del diritto societario, oltre alla riforma del sistema IVA e della cooperazione amministrativa fiscale. Un intervento organico che rafforza l’allineamento dell’ordinamento italiano al diritto dell’Unione.