Riforma doganale: via libera a sistema digitale unico

La Redazione
31 Marzo 2026

Il Consiglio dell’Unione europea e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo politico su una profonda revisione del quadro doganale unionale, qualificata come la più significativa dalla creazione dell’unione doganale nel 1968.

L’intervento normativo si inserisce in un contesto caratterizzato dall’esponenziale crescita dei flussi commerciali – in particolare dell’e-commerce – dall’incremento delle normative da presidiare alle frontiere e dalle mutate condizioni geopolitiche.

La riforma si fonda su tre pilastri principali:

  1. digitalizzazione
  2. rafforzamento dei controlli
  3. semplificazione per gli operatori economici.

In primo luogo, viene istituito un centro doganale digitale unico dell’UE, piattaforma centralizzata destinata a raccogliere e analizzare i dati relativi alle operazioni di import-export. Tale sistema consentirà agli operatori di trasmettere le informazioni una sola volta, superando l’attuale frammentazione tra le autorità nazionali, e permetterà alle amministrazioni di accedere a dati condivisi in tempo reale, migliorando l’efficacia dell’analisi dei rischi.

In secondo luogo, la riforma prevede l’istituzione di una nuova Autorità doganale dell’UE, con sede a Lille, incaricata di coordinare la governance dell’unione doganale, supportare le autorità nazionali nella gestione dei rischi e contribuire all’individuazione delle merci ad alto rischio. L’Autorità avrà inoltre un ruolo centrale nella gestione delle crisi a livello unionale nel settore doganale.

Un ulteriore elemento di rilievo riguarda l’introduzione di un regime rafforzato per gli operatori affidabili (“Trust and Check”), ai quali saranno riconosciute procedure semplificate e una riduzione degli oneri amministrativi, fino alla possibilità di immettere le merci nel mercato unionale senza interventi doganali attivi, in presenza di requisiti stringenti di compliance.

Particolare attenzione è riservata al fenomeno delle piccole spedizioni derivanti dal commercio elettronico: viene infatti prevista una nuova tassa di gestione a livello UE e chiarita la responsabilità degli operatori e delle piattaforme, qualificati come importatori ai fini degli adempimenti doganali. È inoltre introdotto un sistema sanzionatorio per le violazioni sistematiche.

Nel complesso, la riforma mira a coniugare esigenze di facilitazione degli scambi con un rafforzamento della sicurezza economica e della tutela dei consumatori, assicurando maggiore certezza del diritto e un più efficiente sistema di riscossione dei dazi. L’entrata in vigore è prevista dodici mesi dopo la pubblicazione ufficiale, con un’implementazione graduale del sistema digitale fino al 2034.