Il Consiglio Europeo ha approvato la nuova “Direttiva Insolvency”
31 Marzo 2026
Il complesso iter della direttiva UE 2026/799, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 1° aprile 2026, era cominciato il 7 dicembre 2022, quando la Commissione aveva presentato la relativa proposta n. 2022/0408 al Consiglio e al Parlamento europeo. Il 23 maggio 2025 il Segretariato generale aveva chiesto al Comitato dei rappresentanti permanenti di raccomandare al Consiglio di giungere a un accordo sul testo (c.d. “Orientamento generale” o “General approach”), così da consentire alla presidenza di condurre negoziati interistituzionali. Il 12 giugno 2025, il Consiglio dell’UE ha raggiunto l’orientamento, cui sono seguiti i negoziati con i rappresentanti del Parlamento UE e della Commissione. Con lettera del 5 dicembre 2025, il Consiglio si era impegnato ad approvare il testo della direttiva, in caso di approvazione da parte del Parlamento del testo trasmesso in allegato alla lettera stessa. Il Parlamento ha approvato la risoluzione sulla proposta di direttiva il 10 marzo 2026 e, infine, il 30 marzo 2026 è giunta l’approvazione del Consiglio, seguita dalla pubblicazione in GU il 1° aprile. L'obiettivo della direttiva è esplicitato al considerando n. 1: «contribuire al corretto funzionamento del mercato interno e dell'unione dei mercati dei capitali nonché eliminare gli ostacoli all'esercizio delle libertà fondamentali, quali la libera circolazione dei capitali e la libertà di stabilimento, che derivano dalle differenze tra le legislazioni nazionali in materia di insolvenza». La direttiva del 2026 non modifica la direttiva 1023/2019/UE (comunemente nota come “Direttiva Insolvency”), ma persegue l’integrazione del mercato interno nel settore del diritto dell’insolvenza, stabilendo prescrizioni minime in settori mirati delle procedure di insolvenza nazionali, che abbiano un impatto significativo sull'efficienza e sulla durata di tali procedure, in particolare sulle procedure di insolvenza transfrontaliere (considerando n. 4). Nel considerando n. 2 della proposta di direttiva si legge che « Le ampie divergenze tra i diritti sostanziali in materia di insolvenza riconosciute dal regolamento (UE) 2015/848 del Parlamento europeo e del Consiglio creano ostacoli al mercato interno riducendo l'attrattiva degli investimenti transfrontalieri, incidendo in tal modo sulla circolazione transfrontaliera dei capitali all'interno dell'Unione e da e verso i paesi terzi». Gli aspetti del diritto dell’insolvenza su cui interviene la direttiva sono:
La direttiva entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (dunque il 21 aprile). Gli Stati membri avranno 33 mesi dalla data di entrata in vigore per attuare le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva. |