Responsabilità degli amministratori di fatto della società in crisi

La Redazione
31 Marzo 2026

Il Tribunale di Napoli, sezione specializzata in materia d’impresa, affronta diverse questioni: autoliquidazione del compenso in mancanza di delibera assembleare, restituzione di finanziamenti postergati dei soci, omesso versamento di tributi e Business Judgment Rule.

Amministratore di fatto. L’assunzione della presidenza dell'assemblea, la predisposizione del progetto di bilancio e la sua sottoposizione all'assemblea per la relativa approvazione, nonché la proposta di "copertura delle perdite d'esercizio con le riserve presenti in bilancio”, sono atti che assumono una valenza dirimente per il riconoscimento della qualifica di amministratore di fatto.

Autoliquidazione del compenso. Il diritto al compenso dell'amministratore di società di capitali è strettamente subordinato alla sua determinazione nello statuto o, in mancanza, tramite una esplicita delibera assembleare, come previsto dall'articolo 2389, comma 1, c.c. da ciò discende che: a) l’attribuzione patrimoniale effettuata in assenza di una delibera esplicita e preventiva è affetta da nullità assoluta e insanabile (ex art. 1418 c.c.), rendendo l'atto di autodeterminazione del compenso privo di effetti giuridici; b) il prelievo di somme senza un titolo negoziale valido (la delibera) integra un pagamento non dovuto (indebito oggettivo), che la curatela ha il diritto di ripetere ai sensi dell'art. 2033 c.c.

Restituzione dei finanziamenti postergati ai soci. La contestazione agli amministratori della violazione della regola della postergazione (art. 2467 c.c.) mediante rimborso di finanziamenti ai soci richiede la prova analitica e contestualizzata della sussistenza dell'eccessivo squilibrio patrimoniale o del rischio di insolvenza nei momenti storici specifici in cui i finanziamenti sono stati erogati e, in ogni caso, in cui ne è avvenuta la materiale restituzione. Tale condizione non può farsi derivare in via meramente presuntiva e retroattiva dalla successiva dichiarazione di fallimento o dal montante finale del passivo concorsuale.

Omesso versamento di tributi e BJR. L'omesso versamento di tributi da parte degli amministratori costituisce condotta illecita che non può essere in alcun modo giustificata invocando il principio di insindacabilità delle scelte di gestione. La business judgement rule non copre gli illeciti, tributari o meno, trattandosi di regola non invocabile in presenza di una valutazione di irragionevolezza, imprudenza o arbitrarietà palese dell'iniziativa economica e, dunque, tanto meno in presenza di inequivoche violazioni di legge, come, in particolare, nel caso di violazione di norme tributarie (Cass. civ. ord. n. 22005 del 30 luglio 2025)

Vuoi leggere tutti i contenuti?

Attiva la prova gratuita per 15 giorni, oppure abbonati subito per poter
continuare a leggere questo e tanti altri articoli.